Assiomi e citazioni

Raccolgo in questa pagina una selezione di assiomi e citazioni che mi hanno fatto riflettere.

La vera ricchezza è il tempo.
Andrea Lacota

Che te ne fai di migliaia e milioni di euro se poi non hai il tempo per viverti la tua vita, o hai i minuti contati. Cosa può avere più valore nel “guadagnare” tutto il tempo che si vuole per vivere la propria vita con i propri affetti, le proprie passioni, i propri hobby?


Non fare oggi quello che puoi fare domani

😀 Fantastica provocazione, in netto contrasto con la filosofia del fare, degli obbiettivi, del successo, ecc. che vorrebbe renderci schiavi del nostro stesso ego che ovviamente trova compiacimento nel realizzarsi, nel raggiungere i propri obiettivi, e per questo vorrebbe vederci impegnati a lavorare come macchine sulle nostre cose, cercando di rimandare il meno possibile, schedando la propria vita minuto per minuto.
Anche no! Viviamo più rilassati, quindi se c’è qualcosa che possiamo rimandare all’indomani, stando più tranquilli oggi.. perchè no? Rimandiamo 🙂


Il successo è ottenere ciò che si vuole, la felicità è volere ciò che si ottiene

Una bella differenza tra ciò che ci rende veramente felici e ciò che invece è la banale realizzazione di un desiderio egoico.


Si può insegnare senza volerlo, si chiama esempio.

Tra l’altro è anche il metodo di insegnamento più efficace, tutta la natura funziona così e noi stessi abbiamo una parte animale, quindi non dimentichiamo questo prezioso meccanismo che ci influenza più di quanto pensiamo.


La fiducia è completa, oppure non esiste.
Roberto Casaleggio

Se ti fidi di qualcuno veramente non puoi farlo in modo selettivo; prima di riporre la fiducia su qualcuno valuta bene, ma una volta fatto non puoi essere fiducioso su qualcosa, diffidente su altro, anche perchè la diffidenza ha un prezzo da pagare, ti ritorna in pari quantità.


Se non ami quello che fai, finirai per mollarlo.
Steve Jobs

La citazione è un po’ semplificata, ma rimando a questo video brevissimo in cui Steve fa il discorso originale:

E’ estremamente chiaro e conciso, semplice quanto per nulla scontato. Premetto che si parla principalmente del campo dell’imprenditoria o comunque di attività intraprese. Se non ami quello che fai e sei sano di mente, le difficoltà che incontrerai ti faranno senz’altro rinunciare; sei disposto ad affrontare queste difficoltà fino alla fine, solamente se stai veramente facendo qualcosa che ami.


A volte vinci, altre impari.

Riassume in poche parole il concetto che non esiste il fallimento. Perchè quando si fallisce si sarà imparato come non fallire la volta successiva. E la vittoria stessa, in qualsiasi ambito, potrebbe essere ottenuta soltanto con una lunga lista di “fallimenti” seguiti da azioni correttive di volta in volta. Lo testimoniano le vite di molti uomini di successo, imprenditori e non.


Un vero Maestro non è quello con il maggior numero di allievi, ma quello che crea il maggior numero di maestri.
Dio in “Conversazioni con Dio” (N. Walsch)

Si può applicare veramente in ogni campo..


Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.
Albert Einstein

Questo ci fa riflettere sulla scarsa efficacia del sistema scolastico, di educazione e di formazione.


Il cuore sceglie la rotta, la mente serve solo a mantenerla.

La mente dev’essere uno strumento a nostra disposizione, nulla di più. Non deve influenzarci nelle nostre scelte più importanti, non deve ingabbiarci in preconcetti e schemi; il cuore, la nostra fonte di intuizioni, ci dirà sempre qual è la cosa più giusta per noi.. sempre se la nostra mente non interferisce impedendoci di ascoltare.


Solo quando una zanzara ti si posa sui testicoli.. ti rendo conto che c’è sempre un modo per risolvere i problemi senza usare la violenza. Anonimo 

Sembra la fase di un meme e in effetti l’ho trovata come tale, ma in realtà è un’affermazione vera e simpaticamente piena di saggezza. A volte siamo ottusi nelle nostre “uniche soluzioni” non sempre in accordo con l’essere pacifico che vogliamo essere; ma quando questa violenza si riversa anche su di noi allora capiamo che se ci sforziamo di guardare oltre, c’è sempre una via per essere più amorevoli in quello che facciamo.


Chi si accontenta muore.
Anonimo 

Chi si accontenta gode.. siamo abituati a sentir dire. Ma è vero? E’ vero solo in piccola parte, perché siamo qui per evolverci, per fare ogni giorno delle scelte consapevoli e pian pianino costruire il nostro io, il nostro mondo, decidere chi siamo, passo dopo passo. E’ una crescita continua, è un continuo ridefinirsi. E come possiamo fare tutto ciò se ci accontentiamo?
Certo, possiamo, dobbiamo, sempre godere del punto dove siamo arrivati in quel momento, gioire di tutto quello che può darci la vita, vivere il presente, il famoso qui e ora, con tutti noi stessi, ma MAI accontentarci, se accontentarci significa non proseguire. Non siamo fatti così, non siamo programmati per questo, l’energia non può essere statica, diventa ristagnante, non siamo fatti per restare nello stesso punto, siamo essere in continua evoluzione, perciò siamo realmente felici e appagati quando ci affidiamo al flusso della vita che ci guida ad evolverci sempre e costantemente, raggiungendo di volta in volta un gradino più alto.


Quando sapremo distinguere la persona dalla sue ferite, allora proveremo che nella vita ci sono solo persone bellissime.
Maria Rosa Fimmanò

Le ferite a cui si fan riferimento in questo caso sono le 5 ferite interiori, quelle con cui bene o male tutti ci troviamo a far fronte in modo più o meno intenso; di queste ferite fa parte il rinomato “abbandono”, so che lo conoscete, accompagnato da: rifiuto, ingiustizia, tradimento e umiliazione.
La gente si comporta così come si comporta perché indossa una maschera, creata dal suo ego; la maschera ha la funzione di proteggerci dalla sofferenza causata da una delle ferite, e la si indossa nelle situazioni in cui quella ferita viene attivata.
Quando smettiamo di indossare maschere e siamo centrati nel nostro cuore, allora è lì che mostriamo tutta l’armonia del nostro essere, e non può che essere una cosa bellissima; tutto ciò che non lo è non siamo noi, è solo una reazione del nostro ego a queste ferite.
Vi sarà capitato di conoscere persone bellissime e poi sentir parlar male di loro dai rispettivi partner o ex partner; non cambiate opinione su quelle persone per questo! Semplicemente l’ambito relazioni risveglia le ferite più profonde, quelle attivate fin dai primi anni di nascita dai nostri genitori.


La decisione che prendi oggi spesso non è quella che prenderai domani. Ma ecco un segreto di tutti i Maestri: continua a scegliere sempre la stessa cosa.
Dio in “Conversazioni con Dio” (N. Walsch)

Se si cambia idea continuamente riguardo a quello che si vuole alla fin fine l’universo non saprà cosa mandare, e si attirerà proprio quello che si manda: confusione e niente di definito.

Una provocazione divertente attribuita ad Einstein 🙂

Il dolore esige di essere sentito.
Augustus Waters in “Colpa delle stelle”, film.

Mi perdonerete se Augustus Waters è in realtà un personaggio inventato, di un film. D’altronde questa frase contiene una grandissima dose di saggezza, espressa in poche parole.
Quando abbiamo qualcosa che ci fa male, un dolore appunto, talvolta cerchiamo di nasconderlo, pensiamo ad altro, facciamo altro, lo sminuiamo, pensiamo che dopotutto non è così male, che la vita va avanti ecc. E solitamente anche le persone vicine, soprattutto loro, tendono ad incoraggiarci verso questa strada, lontana dal dolore; come se non vederlo ci permettesse di farlo sparire.
Ma non sparisce.. e se ignorato diventa sempre più grande.
Perciò inutile ingegnarsi tanto e cercare un modo per far finta che non esista. Il dolore esige di essere sentito. Altrimenti perde la sua funzione.
Stringiamo i denti e permettiamoci di sentirlo, non abbiamo scampo, ma almeno così facendo avremo più possibilità di elaborarlo, ridimensionarlo o addirittura eliminarlo. Non scervelliamoci, rassegniamoci serenamente, talvolta ci capita di dover soffrire.. passerà.
Ciò che cerchiamo di ignorare invece si ingrandisce.. fintanto che non possiamo fare a meno di vederlo.


Se vuoi l’arcobaleno devi sopportare la pioggia.
Dal film “Colpa delle stelle”.

Un’altra perla regalata da questo bel film. Poco da dire.. il senso è chiaro e potrebbe sembrare fin troppo banale ma quando stai sopportando la pioggia è sempre di grande incoraggiamento sapere che quando finirà, se mai finirà, spunterà un bell’arcobaleno.
Perché come ci suggerisce lo scrittore Walsch (Conversazioni con Dio) non potremmo sperimentare il bene in assenza di male, la luce in assenza di buio, non potremmo sapere che cos’è la gioia se non avessimo mai provato la tristezza. La conoscenza è assoluta e istantanea, ma per sperimentare qualcosa allora dobbiamo per forza aver prima sperimentato il suo opposto. “Oh mio Dio, perché mi hai abbandonato?” – “Se Dio esistesse non permetterebbe questo”. E invece è proprio questo.. il senso di tutto il male che sperimentiamo. Solo che …sembra tanto che ci abbiamo preso un po’ gusto qui! ^^’


Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli.
Capo Seattle

Ogni nostra scelta su come agiamo nei rispetti del mondo, dell’ambiente, della società, della politica, avrà inevitabilmente conseguenze sul futuro dei nostri figli; saranno loro a pagare dei nostri errori, sono loro che ci stanno prestando questo mondo in cui viviamo.


Il vero problema della comunicazione è che non ascoltiamo per capire ma per rispondere.

Poco da aggiungere su questo.. la maturità di una persona si vede anche dalla sua capacità di ascoltare, che è per niente scontata.

Perciò quando vi chiedete: “Perché sto con questa persona?” la risposta potrebbe essere questa. Sciogliete i vostri nodi, non chi ve li tira fuori.

E’ proprio quando accetti di non poter cambiare alcune cose, che queste cominciano a cambiare.

Questa è una consapevolezza del tutto personale, che sto sperimentando in questo momento in cui scrivo. Devo ancora capire perché e per come, intanto però ci tenevo a fissarla qui, perché per me è stato davvero impressionante.
Si parla di fatti della realtà, di altre persone, sulle quali ovviamente non si ha il controllo e sulle quali magari non si può nemmeno avere qualche tipo di influenza. Ho fatto esperienza di un cambiamento avvenuto proprio quando finalmente avevo accettato di non poter ottenere quel cambiamento. Perché??


Il vero maestro ti mostra la tua bravura, non la sua.

Mai capitato di essere allievo di qualcuno che sostanzialmente invece che insegnarti ti fa una dimostrazione delle sue fantasmagoriche doti? Sarà capitato a tutti.
Io credo che un po’ vada bene, perché l’ispirazione è una componente essenziale nel processo di apprendimento, ma innanzitutto il vero maestro ti deve mettere nelle condizioni di poter apprendere al meglio; e questo avviene quando c’è minor stress possibile nell’apprendista.
Cos’è che stressa? Sapere di essere tutto fuorché perfetti. Cos’è che rilassa e incoraggia? Sapere che alcune cose sono già davvero buone.
Quindi maestri.. concentriamoci ogni tanto su quello che riesce bene, facciamolo notare, e con la forza d’animo guadagnato da ciò cerchiamo di far correggere ciò che non va bene. Dimostrazioni vanno bene, ma niente show, mi raccomando! 🙂


Siamo irresistibilmente attratti da chi ci creerà i problemi che ci servono per la nostra evoluzione personale.

Alejandro Jodorowsky

Ok… citare Jodorowsky ormai è un po’ kitch ma bisogna riconoscere che in questa semplice affermazione c’è la verità sulla natura delle nostre relazioni sentimentali.
La smettiamo di giudicare come stupidi / masochisti gli altri o noi stessi, quando ci imbattiamo in una relazione sanguinolenta, apparentemente tossica, inutile, problematica; ma in verità era proprio lo scopo di quella relazione, perché il nostro partner ci fa da specchio, e il rapporto con lui serve a tirar fuori questi lati, queste ferite e cercare di elaborarle e ricucirle.


Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma.
Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra -che già viviamo- e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.

Cesare Pavese

Si chiamano sentimenti perché non vanno spiegati.
Altrimenti si chiamerebbero ragionamenti.

E occhio che si parla di tutti i sentimenti, di tutto ciò che viene sentite e in quanto tale non nasce da un ragionamento e non va spiegato.
Qualcuno dice che uno dei requisiti per una società evoluta è l’assoluta trasparenza sui propri sentimenti, in quanto risolverebbe molti conflitti e fraintendimenti.


Quando non si può attaccare il ragionamento si attacca il ragionatore.

Paul Valery