PREMESSA:
Questo articolo è stato scritto sulle basi del libro “Conversazioni con Dio – Libro primo”, per sapere di più su questi articoli e sul libro in questione vai alla pagina: Conversazioni con Dio – Indice dell’estratto.

LA VITA NON E’ UNA SCUOLA
La vita non è una scuola, la nostra anima sa già tutto, noi siamo qui per ricrearci, per sperimentare quello che sappiamo solo in teoria.
L’anima anela all’esperienza, vuole sentire. Siamo qui per questo, l’anima vuole sperimentare se stessa. Puoi sapere di essere generoso, ma fintanto che non fai qualcosa per dimostrarlo, rimarrà solo un concetto.
L’anima vuole trasformare il più alto concetto di sé nella più grandiosa delle esperienze.
L’anima soprattutto persegue la più elevata sensazione d’amore che si possa immaginare.

PERCHE’ ESISTE LA SOFFERENZA?
Nel mondo c’è sofferenza, c’è il male, c’è l’oscurità perché non possiamo sapere chi siamo fintanto che non ci imbattiamo in quello in cui non siamo. Se non ci fosse il buio non sapremmo cos’è la luce, non la riconosceremmo; non sapremmo cosa vuol dire caldo se non provassimo il freddo, la felicità se non provassimo la tristezza.
Perciò incarnandosi ci siamo indotti a dimenticare chi siamo; sperimentando tutto noi troviamo la via della reminescenza, rimembrare chi siamo in realtà, tornando a Dio.

DOVE BISOGNA ARRIVARE?
C’è un punto di arrivo? No, l’universo è infinito, raggiunto la gloria più alta, si andrà a cercare quella ancora più alta, in un processo infinito. Ed è una natura divina quella di cercare sempre di essere migliori.

RINUNCIARE ALLE PROPRIE PASSIONI
Non c’è bisogno di rinunce per perseguire la propria crescita spirituale. Si deve abbandonare l’aspettativa, quello sì, la libertà è vivere la vita senza la necessità di risultati specifici.
L’anima anela a fare qualcosa circa quello che è, perché così può conoscere se stessa nella propria esperienza, per mezzo dell’azione.
Questo impulso viene definito “passione”; sopprimete la passione e avrete soppresso Dio.
L’asceta rinuncia ai risultati, ma non rinuncia mai alle passioni; senza passioni non puoi nemmeno dire di vivere.

ESSERE E NON FARE
Perciò sì, fare quello che ci appassiona, e non sprecare tempo nel fare altro (una vita a fare altro controvoglia “non è una vita, è una morte”) ma il fine ultimo dell’anima non è il fare, ma l’essere. E questo non dipende dal fare. L’anima va in cerca di una condizione d’esistenza, non di una condizione di attività.
Nel non fare nulla l’anima sperimenta di essere Dio.

NON FATE NIENTE CHE NON VOLETE FARE
Nessuno faccia niente che non voglia fare. Anche se le responsabilità ci suggeriscono diversamente. Ad esempio l’esser genitori richiede delle responsabilità, ma ognuno ha la sua esperienza, se la nostra chiama altrove non dobbiamo opporci. Da genitori dobbiamo cercare di rendere i nostri figli indipendenti da noi nel più breve tempo possibile.

E’ SOLO QUESTIONE DI VELOCITA’
Non esiste una strada sbagliata in questo viaggio verso Dio, non si può non arrivare, è solo una questione di velocità. Perciò possiamo stare tranquilli..