PREMESSA:
Questo articolo è stato scritto sulle basi del libro “Conversazioni con Dio – Libro primo”, per sapere di più su questi articoli e sul libro in questione vai alla pagina: Conversazioni con Dio – Indice dell’estratto.

Perché ci ammaliamo? Da cosa dipende la nostra salute? Perché dobbiamo per forza sperimentare la sofferenza? Perché esiste anche solo la possibilità di soffrire? Troviamo nel libro di Walsch la risposta a tutte queste domande.

PRINCIPIO DI BASE – RESPONSABILITA’
Non possiamo ammalarci senza esserne la causa, a qualche imprecisato livello. E possiamo ristabilirci in un momento semplicemente decidendo di farlo.
A volte prediligiamo il dramma, il non sapere, ci affezioniamo alla sofferenza, all’autocommiserazione, perciò scegliamo inconsciamente di restare in delle situazioni di malattia, e di disturbi cronici.
Ma è solo una delle cause.. affronteremo le altre durante il resto dell’articolo.

E CHI NASCE DISABILE?
Non dobbiamo ritenere che chi nasce con delle infermità, chi è “limitato”, non possa raggiungere il suo pieno potenziale, perché non sappiamo mai cosa quell’anima stava cercando di fare. Perciò meglio benedire ogni condizione, perché così ratifichi la perfezione della creazione di Dio.

MORTE E UCCISIONE
La morte è solo un passaggio ma questo non giustifica le uccisioni; Dio non ha creato la vita perché venga distrutta. Non è mai una soluzione appropriata uccidere come punizione.
Siamo essere costituiti da 3 parti: mente, corpo, spirito. Al momento della morte queste 3 energie si fondono in un’unica energia con queste 3 sfaccettature. Quindi la mente viene con noi anche dopo la morte.
Talvolta non riusciamo ad accettare il desiderio dell’anima di porre fine alla vita; l’anima non si imporrà mai sul corpo e la mente, che posso tener duro per loro istinto e farci vivere, anche nella sofferenza fino a quando proprio non si soccombe. Per un dottore, un amico, un parente, la morte è un disastro, soltanto per l’anima la morte è un sollievo, una liberazione.

MATERIALIZZAZIONE DEL PENSIERO
Nell’incarnazione il corpo etereo “cattura” il pensiero, abbassa ulteriormente le vibrazioni e lo trasforma in materia, la nuova materia di cui è fatto il nostro corpo.
Così ogni cellula durante l’esistenza si rinnova di continuo dopo un determinato numero di anni; letteralmente non siamo più la persona che eravamo alcuni anni fa.
Perciò se abbiamo pensieri di malattie o di continua collera, odio e negatività, la nostra psiche li trasformerà in disturbi organici.

PRENDERSI CURA DEL PROPRIO CORPO
Non siamo fatti di soli pensieri, siamo incarnati in un corpo fisico perciò per mantenere la salute inoltre bisogna prendersi cura del proprio corpo: non fumare, non bere alcool, fare attività fisica, non arrabbiarsi di continuo, evitare competizioni che ci danneggiano.
– Bisogna cambiare alcuni pensieri (negativi).
– Bisogna alimentarsi in modo sano.
– Bisogna mantenersi in attività, altrimenti il corpo si affloscia.

I VELENI INVISIBILI
Preoccupazione, odio, paura (e i derivati: ansia, amarezza, impazienza, avarizia, villania) sono altri nemici fatali per la nostra salute, dei veri veleni.

MALATTIE CONTRATTE DA ALTRI
Anche riguardo alle malattie contratte da altri (vedi infezioni virali tipo HIV) dobbiamo ricordarci che nulla nella vita accade che non sia stato in precedenza un pensiero.
Quando si pensa “sono un perdente” è il minimo che possa arrivare un’infreddatura.

GUARIGIONE DAGLI EFFETTI DEI PENSIERI
E’ molto difficile invertire gli effetti del pensiero negativo una volta che hanno preso forma fisica, richiede un gesto di fede estrema. I guaritori hanno tale fede e guariscono anche a distanza.

IL CORPO E’ MORTALE?
I nostri corpi nelle condizioni in cui viviamo oggi invecchiano e moriamo di vecchiaia ma inizialmente non eravamo così, non siamo stati creati per invecchiare, morivamo soltanto quando decidavamo di passare sotto altra forma.