In questo articolo vi riporto un confronto avuto su facebook sull’argomento: Piccoli commercianti vs Grande distribuzione.
Il commento di questo ragazzo con cui ho avuto la conversazione era su questo video di denuncia che ho girato riguardo alla costruzione di un ennesimo centro commerciale / ipermercato a Trieste:

UN ALTRO CENTRO COMMERCIALE?!?!Un altro mostro di cemento inutile a Trieste. Utile soltanto a dare il colpo di grazia…

Pubblicato da Andrea Sergon su Lunedì 3 agosto 2020

Commercio al dettaglio vs Grande distribuzione

Giovanni K:
Piccoli commericanti—> prodotti che costano molto nella maggior parte dei casi.
Grande commercianti o amazon—> prodotti con sconti e in molti casi, costano poco.
Quindi indovina chi ha il potere economico? Già, il magico compratore.

Andrea Sergon:
Certo, se la mettono così, ad un popolo perennemente e sempre più gravemente in crisi, è praticamente come se non ci fosse più la scelta. Tranne rari “obiettori” di coscienza, che pagano di tasca loro questa obiezione, la massa andrà a favorire la grande distribuzione. Gli early adopters sono sempre una piccola percentuale ininfluente.
Perciò chi fa veramente la scelta, a mio avviso, non sono la massa dei consumatori inserita in questo contesto, ma chi il contesto lo crea. E lo crea a puntino per i propri interessi.

Giovanni K:
Beh finché i piccoli commercianti, decidono di restare fermi a 40-60 anni fa, non possiamo pretendere nulla.

Andrea Sergon:
Credo che anche loro siano inseriti in una certa condizione / contesto. Fare impresa al giorno d’oggi.. è un’impresa, nel vero senso della parola. A volte ci lamentiamo per i prezzi, senza pensare che questi hanno da mantenere delle spese allucinanti, vessati dalle tasse e non hanno gli stessi margini dovuti ai grandi numeri della grande distribuzione. Partono già un sacco svantaggiati.
Certo, ci si potrebbe chiedere: vale la pena continuare ad avere una forma di commercio così inefficiente quando abbiamo quella più efficiente della grande distribuzione?
Io non entro in merito ai vantaggi che la grande distribuzione e le grandi multinazionali con sedi nei paradisi fiscali hanno rispetto ai piccoli commercianti, ma resto nel discorso generale dell’etica.
Tutto il discorso della ricchezza economica è un discorso relativo, ci sono economisti che hanno scritto libri e libri a riguardo. D’altronde la vendita a dettaglio ha funzionato per ..millenni.. perché non dovrebbe più essere sostenibile proprio oggi, epoca in cui abbiamo tecnologie e macchine che rimpiazzano il lavoro di 1000 uomini? “Qualquadra non cosa”…
Perciò come umanità dovremmo scegliere se partire alla deriva di un mando formato da grandi centri commerciali oppure fare qualche passetto indietro tornando ad avere il vecchio negoziante di fiducia.
Scegliamo l’avanguardia e la presunta maggiore efficienza di un commercio impersonale e alienante o torniamo ad assaporare il valore dell’umanità, della persona che ti procura la merce e te la consiglia, che entri e sa già quello che cerchi perché ti conosce?
È un sistema arretrato?
Cito una frase di D.N. Walsch: È il marchio di una società primitiva immaginare che la semplicità sia “da selvaggi”, e la complessità invece un segno di “avanzamento”

Giovanni K:
Aggiungo anche un’altra cosa, di solito costruiscono centri commerciali, controllando le domande di città, nazioni, paesi ecc ecc. Quindi non si mettono a costruire robe a caso, solo per il gusto di farlo, ma perché, a quanto pare, se lo fanno significa che la gente ci va.

Andrea Sergon:
Beh.. facilmente questa è la narrativa con la quale ti presentano l’ennesimo centro commerciale in una città che ne è già disseminata, per giustificare l’ennesimo appalto dal quale qualcuno ne trarrà qualcosa.
Io vedo i fatti, con i miei occhi: città con già 3 centri commerciali, di cui 2 perennemente vuoti, con un turnover perenne di negozi che aprono e chiudono, con spazi perennemente inutilizzati perché logicamente non conviene prenderli, e si stanno costruendo altri 2 centri. Uno è quello nel video (si vocifera: ipermercato o centro comm.) e l’altro è al posto del vecchio e gigante capannone dove si svolgevano le fiere, quindi si suppone ancora più grande.
Se l’hanno veramente fatto calcolando la domanda… devono esser stati pesantemente ubriachi quel giorno. Ma chissà perché mi vien più facilmente da pensare che ci siano dietro le solite mazzette, i soliti tornaconti di politici e amministratori locali corrotti. E che dietro tutto ciò ci sia il compimento di un disegno generale ancora più grande che sta provando a trasformare la nostra società italiana, convertendola in quello che ormai sta diventando il modello cinese. Addio umanità praticamente.