Sì, non ci chiamiamo “riders” e nemmeno “bikers” o un generico “fattorini”, siamo portapizze. E in questo post vi elencherò le 10 pene che dobbiamo scontare nel nostro lavoro; così, che si sappia 😀
In un prossimo post però vi racconterò le 10 gioie, perché è un lavoro da gioie e dolori, un po’ come tutti i lavori.

1 – LE MANCE ASSENTI Liv.1
Negli states questa cosa è conosciuta da tutti: la mancia ai camerieri è tutt’altro che facoltativa. Ma in Italia l’usanza della mancia ai portapizze si sta perdendo. Fa parte della nostra paga, soprattutto se il locale per cui lavori offre la consegna gratuita; è ovvio, ed è tradizione che 1 euro al fattorino lo lasci. Purtroppo qualcuno si è dimenticato di tramandare questa conoscenza ai posteri, e i giovani d’oggi, che perlopiù ordinano attraverso app, evitando ogni contatto umano, si aspettano solo un servizio, al prezzo dichiarato (gratis) e tu fattorino sei solo parte della catena di montaggio.

2 – LE MANCE ASSENTI Liv.2
Se il livello 1 era l’assenza della tradizionale mancia in condizioni normali, il livello 2 prevede che la mancia non venga data nemmeno nei casi eccezionali, quelli in cui anche in assenza di una consuetudine, un piccolo riconoscimento andrebbe comunque dato:
– Consegna al quinto piano senza ascensore.
– Consegna durante un temporale o altre condizioni meteo disastrose.
– Cospicua perdita di tempo causata da una qualche mancanza del cliente (non presente a casa, non rispondeva al citofono, indirizzo sbagliato, ecc.)
– Consegna in culo al mondo.
– Aggravante della mancia da resto mancata: Se il conto è 20 euro e dai una banconota da 20 euro, ok.. ma se il conto è 19,50 e tu aspetti che ti torni i 50 centesimi, in presenza di una delle condizioni cui sopra, allora sei una m.
– Super sayan di terzo livello: il limite del super sayan di secondo livello lo si supera quando si verifica la concomitanza di due o più condizioni di quelle elencate sopra; se c’è anche l’aggravante della mancia da resto mancata allora sei addirittura al livello God. Nel senso che ci godi proprio a sfruttare il prossimo.

3 – IL PAGAMENTO IN CENTESIMINI
C’è chi non vede l’ora di sbolognare i propri ramini avanzati al primo fattorino di turno, riempiendolo di moneta, non pensando che né la pizzeria, né tantomeno lui se ne faccia poi qualcosa; la pizzeria ha i prezzi tondi, con una precisione massima di 50 centesimi. I pezzi da 20 e 10 centesimi potremmo anche non usarli, figuriamoci i ramini. E questa cosa guardando il menù è chiara; quindi sbolognate i ramini al supermercato, dal benzinaio, in qualsiasi altro posto, ma cari, non siate cosi str da aspettare proprio un fattorino disgraziato per farlo, perché poi quella robaccia resterà a lui. Ovviamente non sto parlando di mancia, qui si parla del pagamento del conto; e se uno paga il conto così, la mancia non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello.

4 – IL TRATTAMENTO SPECIALE DEI RESIDENTI
E’ interessante fare questi lavori “umili” perché ti accorgi di quanta discriminazione ci sia ancora in giro. Capisci immediatamente l’umiliazione provata dagli immigrati, dai venditori ambulanti, dagli operai stranieri, dai senzatetto.
Improvvisamente ti trovi a far parte di una categoria che si presume vada trattata da ignorante, che non merita cortesia; probabilmente presumono anche che tu sia un immigrato, magari irregolare, che ti droghi, presumono anche che sei molto giovane, magari uno studentello che si procaccia qualche soldino per comprarsi da bere. Non sto esagerando, è ciò che mi arriva dalle persone ignoranti, quelle davvero ignoranti, con cui purtroppo spesso mi tocca scontrarmi.
Sono perlopiù i residenti delle corti nelle cui ti parcheggi, in cui passi col motorino, magari dove non sarebbe permesso. Dimenticandosi che i corrieri l’hanno sempre fatto, che esiste l’eccezione del carico-scarico merci, e che si tratta di un dannato motorino, mica di un camion.
Ad ogni modo nelle proprietà private hanno ragione a pretendere che tu segua le loro regole (sebbene uno non possa decidere per tutti), ma ci sono modi e modi. Evidentemente costoro presumono ciò che ho scritto sopra, quindi invece di parlarti con cortesia e riferirti le regole di quel posto, ti trattano come una pezza da piedi, sfogando su di te la loro frustrazione presumibilmente dovuta ad episodi precedenti, non tuoi, si arrabbiano, ti rimproverano.
E’ la cosa peggiore di questo lavoro, personalmente. Molto umiliante, troppo umiliante.

5 – IL TRATTAMENTO SPECIALE DEI CONDUCENTI
Questo non riguarda solo noi ma chiunque conduca un mezzo; il problema è che noi lo conduciamo per 4 ore a sera, e capita che essendo di fretta qualche inaccortezza la compiamo. Scontato dire che veniamo insultati in ogni modo.

6 – I CONDUCENTI EGOISTI
Non parlo dei conducenti prudenti, ognuno vada come vuole, certo che anche quelli potrebbero almeno avere l’accortezza di farti passare se vedono che stai lavorando.
Parlo di tutti i conducenti il cui pensiero non si dischioda da loro stessi; non va all’altro, evidentemente non pensano cosa sarebbe meglio per tutti, in modo da creare meno ingorgo, ma pensano soltanto a loro stessi; l’egoismo alla guida è diffuso, come un cancro. Ed è lo specchio di una società che vive nell’illusione della separazione.
6b – LE TENTATE PRESE DI PRECEDENZA
Un sottoinsieme davvero particolare dei conducenti egoisti, comunque molto popolato, è quello che presente lo strano comportamento di fare dei piccoli scattini in avanti mentre aspetta ad uno stop in cui ti dovrebbe dare la precedenza. Questo singolare esemplare, purtroppo non proprio raro, cerca di intimidire l’avente precedenza facendo dei piccoli scattini in avanti; lui crede per qualche particolare legge psico-fisica, gli aventi precedenza, intimoriti dal suo sporgersi, gli lascino il terreno, chinandosi a tale vigore.
Peccato che l’unico effetto che ottengono è che tu in motorino te li ritrovi davanti e puntualmente devi essere capace di schivarli; solitamente riesci a riconoscerli da lontano e te ne stai alla larga. La cosa triste è che nella maggior parte dei casi ti vedono, palesemente, perché sei davanti ai loro occhi, stai andando piano e lo scattino lo fanno lo stesso, perché se va male ti investono, ma se va bene magari rallenti e li lasci passare.
Sono esenti da tale classificazione i conducenti in palese difficoltà che compiono questo gesto involontariamente, disorientati dal traffico; d’altronde ci vogliono 10 occhi e una buona capacità di previsione e immaginazione tridimensionale per affrontare certi incroci e non tutti ce l’hanno.

7 – I MUSI LUNGHI DEI CLIENTI
Noi siamo sempre gentili, salutiamo, auguriamo buona serata, buona cena, ringraziamo. Sempre. Almeno chi di noi lavora bene.
I clienti, essendo clienti si sentono in diritto di poterti trattare come meglio credono; alcuni, con il muso lungo fin per terra, sembrano addirittura scocciati della tua presenza. Non ci crederete ma alcuni, quando li saluti con un “buonasera” nemmeno ricambiano il saluto, se ne stanno in silenzio, aspettando che gli porti la loro cena, che tiri fuori la macchinetta del POS, e che sparisci il prima possibile. Magari in cuor loro non ti considerano una nullità, ma di certo te lo fanno intendere.

8 – LE APPLICAZIONI DI FOOD DELIVERY
Essendo tornato a questo mestiere, come ripiego, dopo che le politiche criminali dello stato hanno ucciso le mie attività, essendoci tornato dopo ben 15 anni, sono stato testimone del passaggio dalla consegna a domicilio classica, a quella gestita tramite le app di food delivery.
Per fortuna dove lavoro io meno della metà degli ordini arrivano tramite queste. Oltre ad essere per il locale il moderno pizzo legalizzato, della società globalista neo-liberista dell’orrore, sono l’alienazione totale di tutto ciò che di umano c’è sempre stato nel servizio di ristorazione con consegna a domicilio. Il cliente, solitamente giovane, fa un paio di tap su uno schermo, tu sei solo un fornitore di cibo, tu fattorino sei solo una ruota dell’ingranaggio, ottengo quello che ordino, al prezzo visualizzato, non esiste nient’altro.
E questa alienazione, oltre a portare inevitabilmente al zero mancia, porta ogni tanto al seguente punto:

9 – GLI ORDINI INSULSI A KM DI DISTANZA
Chissenefrega se ho ordinato una pizza da 6 euro a barcola e la pizzeria è a 6 km di distanza in strada di fiume; per un cliente tramite app, sei solo una cosa virtuale su uno schermo, per loro sono un paio di tap, un servizio, un pagamento, stop.
Da cliente, il buon senso mi ha sempre portato ad ordinare sempre almeno 2 pizze, anche se ero da solo. La seconda la mettevo in frigo; perché non volevo che il fornitore mi mandasse un fattorino solo per consegnarmi una pizza, soprattutto se la consegna era gratuita (e io comunque ho sempre dato la mancia, ovviamente).
Qui invece la gente non si fa problemi ad ordinarti una pizza di quelle meno costose e farti viaggiare da strada di fiume a barcola, dall’altra parte della città, per consegnartela. Purtroppo no, non è un’esagerazione, è un caso reale, recidivo, e non è neppure il peggiore..

10 – IL RISCHIO DEL MESTIERE
E’ l’ultimo, perché in realtà da persona riflessiva e sensibile, questo è il meno. Fare un incidente, rompere qualche pezzo del motorino, bucare una ruota.. Fa parte del rischio del mestiere; purtroppo per calcolo delle probabilità, queste cose ogni tanto ti capitano, perciò è sicuramente una delle pene del portapizze rischiare a volte di rimetterci del proprio per poter lavorare.

A breve le gioie del portapizze, sperando di trovarne 10…