Voglio rendere omaggio, tramite questo riassunto dei concetti chiave, a questo bellissimo libro di Bernardo Paoli che ho trovato personalmente utile, ricco di spunti di riflessione e strategie da applicare subito alla propria vita.

Bernardo Paoli è uno psicologo e psicoterapeuta torinese; applica nelle sue sedute la “terapia breve” che consiste in una risoluzione del problema con procedimento inverso a quanto accade nella psicoterapia tradizionale: non più una risoluzione interna, ottenuta con molte sedute dal proprio terapeuta, da applicare poi alla vita reale, ma una risoluzione ottenuta applicando direttamente modifiche alla propria quotidianità; in quest’ottica l’incontro con il terapeuta è più che altro un check-up di verificare dell’andamento delle modifiche adottate e dei loro effetti.

Bernardo Paoli

Innanzitutto il consiglio spassionato è ovviamente quello di andarvi a comprare il libro. Lo trovate ovunque, vi lascio qui sotto il link ad amazon dove potete acquistare online la copia cartacea oppure l’ebook da leggere su qualsiasi dispositivo:


Senza troppi fronzoli eccovi di seguito i concetti più importanti che ho estratto dal libro. Nella prima sezione troverete quelli che ho ritenuto più importanti e che sono ognuno il riassunto di una delle 40 strategie fallimentari elencate da Paoli. Nella seconda sezione troverete dei concetti utili estratti dal resto del libro, dalle strategie fallimentari che personalmente ho ritenuto meno importanti. Buona lettura.. e se il contenuto vi piace correte a comprarvi il libro, perché nel libro ogni strategia è trattata per mezzo della trascrizione di una seduta di un paziente, con dialogo tra paziente e terapeuta, cosa utilissima a tutti coloro che possono immedesimarsi (e ce ne sono di cose in cui immedesimarsi…).

Le strategie più importanti

Come anticipato, in questa prima sezione riassumerò i concetti chiave di una selezione delle strategie, che tra le 40, ritengo personalmente più importanti.

3 – Autocelebrarsi / Sostanzialità

La vanità si concentra sulla forma. La sostanzialità si concentra sul contenuto e sull’efficacia di quest’ultimo.
Bisogna stare attenti a quando ci si concentra troppo sulla forma, su come si appare, se ci si è piaciuti, cosa penseranno di me, ecc. La strategia proposta è quella della sostanzialità, cioè: mettersi sotto negli ambiti dove la creatività viene fuori meglio, lavorare sul prodotto, darsi da fare, così che ci sia sostanza, questo dà poco spazio alla forma.
Quando si organizza una festa, un incontro, la preoccupazione dovrebbe essere: “i partecipanti si sono divertiti?” e non “sono piaciuto agli altri?”. In quel caso campanellino d’allarme perché sta subentrando un comportamento narcisistico.

5 – Accettare le azioni degli altri in modo acritico / Fermezza

Si tratta di mettere dei paletti agli altri, dei limiti che non possono essere varcati, per nulla al mondo. Quindi bisogna farlo con fermezza, l’altra persona deve aver chiaro quali sono questi limiti in modo che possa regolarsi di conseguenza.
Altrimenti con l’accettare tutto in modo acritico, si autorizza la persona a continuare a farlo e magari a provare a spingersi ancora altro.
Se questi paletti incrinano il rapporto, allora vuol dire che quel rapporto doveva terminare.

6 – Accettare critiche da tutti / Selettività

Bisogna accettare le critiche in modo ..critico. Alcune persone semplicemente non sono qualificate per darti un certo consiglio o fare una certa critica o predica. Anche riguardo a situazioni personali, di relazioni, talenti, ecc. le varie persone daranno sempre consigli in base alla propria esperienza che può essere benissimo diversa dalla tua.
Per lo stesso principio bisogna esser cauti nel criticare e nel consigliare gli altri. Per lo stesso principio, per cui lo si fa perlopiù in base alla proprio esperienza personale e non per una conoscenza approfondita acquisita con degli studi; quindi possono essere opinioni infondate che magari è meglio tenere per sé e trattarle come opinioni personali con beneficio di errore.

7 – Aiutare gli altri sostituendosi a loro / Distacco

Aiutare gli altri ma con distacco, senza essere la loro stampella, perché chi usa perennemente una stampella, anche se è sano, si crederà malato. Così nell’aiutare gli altri bisogna usare distacco, eventualmente anche permetter loro di fare errori, così da imparare, da crescere, da correggersi.
Quindi oltre ad essere per noi energia dispersa [ndr: e karma assorbito], è una cosa inutile anche per chi viene aiutato.

13 – Rinunciare per un senso di incapacità / Emulazione

Un insegnamento parallelo è questo:
Noi cerchiamo disperatamente di vivere in quest’illusione – che tutto resti com’è – ma l’unica costante è il cambiamento: se non stai progredendo, allora significa che stai regredendo.

Altro insegnamento:
Siamo ciò che immaginiamo di essere. Se l’immagine che hai di te è quella di un rinunciatario, ti comporterai da rinunciatario. Se coltivi l’immagine di un te stesso vigoroso, agirai da vigoroso.
Farsi la domanda del “come se”: Cosa farei di diverso, rispetto a quello che di solito faccio, se fossi una persona che sa ciò che vuole e persegue questo obiettivo senza problemi?. Di tutto ciò che ti viene in mente scegli la più piccola cosa e mettila in atto. Ogni giorno una piccola azione “come se”.

14 – Insistere per ottenere / Attesa

“Siediti lungo la riva del fiume e aspetta; prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico”.
L’eccesso di azione oscura i risultati. L’eccesso di agitazione impedisce il sorgere degli effetti.
Attendi che sia l’effetto desiderato a verificarsi, senza alcuna tua interferenza.

Nota personale: un amico mi ha ricordato che dopo la scelta bisogna dimenticare, lasciare andare, ma non perché ci sia una regola, ma perché altrimenti si rischia molto probabilmente di avere dei pensieri diversi a riguardo. Per esempio “cavoli.. non si è ancora verificato, mi sono illuso non funziona” o anche semplicemente  “sono ancora nella situazione di partenza” e dei pensieri del genere ripetuti.. semplicemente si fanno manifesti. Oppure ci possono essere più pensieri discordanti e l’universo non sa più cosa manifestare.

L’attesa dunque, in un mondo dove esiste la variabile del tempo che ritarda gli effetti dalla richiesta, è un punto fondamentale.

22 – Cercare solo il piacere / Resistenza (fare fatica)

Sostanzialmente c’è sempre il rischio di perderci per inseguire i piaceri ed evitare la fatica.
Sarebbe da fermarsi un attimo e pensare se non si stia cadendo in questa dinamica.
Quindi cercare di mantenere una routine giornaliera e abituarsi alla fatica, farlo proprio volontariamente, tra la strada difficile e quella facile, scegliere quella facile.
Perché altrimenti si rischia di rincorrere sempre il piacere e lasciarsi andare tutte le opportunità di crescita ed evoluzione che infine sono il motivo per cui siamo qua.
Bernardi propone come routine giornaliera:

  • Scrivere (pensieri, appunti, sensazioni, intuizioni)
  • Leggere (crescita personale)
  • Revisione degli obiettivi
    • Qual è il senso della vita?
    • Quali sono gli obiettivi che sarai fiero di aver raggiunto quando sarai anziano e ripenserai con felicità al tuo passato?
    • Cos’è prioritario realizzare entro quest’anno?
    • E nei prossimi tre mesi?
  • Meditazione
  • Allenamento fisico
  • Revisione delle proprie strategie efficaci e delle strategie fallimentari

Anche fatica “relazionale”: coltivare i rapporti con gli altri, le amicizie, ecc. anche se non ci va, anche fare fatica (tipo preparare una cena) per gli altri invece che andare fuori.

23 – Evitare di essere rifiutati / Sfrontatezza (cercare il rifiuto)

Bernardi ci invita a cercare il rifiuto anche volontariamente, nell’intento di immunizzarsi da esso, perché altrimenti si passa la vita a schivare i possibili rifiuti e non esparsi per questo motivo. Anche nei gruppi, con le persone nuove. La paura è quella di “venir rifiutato da chi non si conosce bene”.

24 – Cercare l’approvazione altrui / Oppositività

Ad essere tanto disponibili con gli altri si rischia di essere come la bigiotteria: tutti la comprano perché costa poco, ma se costa poco, vuol dire che vale poco.
Essere tanto disponibili ad aiutare gli altri comporta due grandi inganni:

  • Più farò per gli altri, più gli altri mi apprezzeranno. (in realtà più fai meno vali)
  • Più sarò utile agli altri, meglio mi sentirò. (invece gli altri valorizzandoti poco ti convincono di valere poco)

Il gioiello invece piace a tutti ma si lasciare prendere solo da pochi.
“A muro basso ognuno si appoggia”: ti abbassi? gli altri si sentono autorizzati ad appoggiarsi.
La soluzione è invertire la rotta creando piccole opposizioni, dei piccoli no, giorno per giorno, così che anche gli altri si abituino, perché gli altri ovviamente nel frattempo si sono ben abituati.

L’oppositività crea per forza delle piccole tensioni; chi eccede di accondiscendenza tende a schivare queste tensioni; ma sono in realtà vitali e utili a tutti.

C’è chi è accondiscendente nei rapporti personali, nei dialoghi e pur di non provare quella tensione si cala le braghe subito.

L’oppositività ti fa dire ciò che pensi e ti permette di dire dei no alle richieste non volute.
Essere oppositivo ti dà inoltre maggior valore.
Infine: Esserci sempre, per tutti, in qualsiasi contesto, a qualsiasi condizione, forse ti renderà più simpatico, ma a quale prezzo?

25 – Parlare delle proprie paure per ottenere conforto / Pudicizia

Non parlarne. Le persone di successo sono ansiose, autocritiche e non lo raccontano a nessuno. Sia per non ammorbare gli altri, sia per non alimentare le paure / ansie. Tenersele per sé, elaborarle, citarle il meno possibile, se la gente chiede cambiare argomento.
Anche condividere con il proprio partner o una persona particolarmente vicina non va bene; non è condividendo il carico che lo si risolve, è una strategia non efficace.

27 – Posticipare le decisioni / Intuitività

A valutare pregi e difetti di ogni cosa si rischia di non riuscire mai a decidere o di prendere la decisione di non decidere che però è quella più sbagliata, perché si lascia andare la propria nave alla deriva.

Paoli perciò propone di lasciar stare pro e contro e di cominciare a mettere tutto, persone e situazioni, in due e due soltanto, scatole ben distinte:
– La scatola delle cose buone per me (buone, energizzanti, piacevoli)
– La scatole delle cose cattive per me (tossiche, depauperanti, succhia-energia)

Se si è indecisi valutare la situazione / persona in modo leggero, vedendola dall’alto, a volo d’aquila e ad intuito, a pelle. Una volta deciso intraprendere le azioni dovute, a seconda della scatola scelta e senza sgarrare.
Occhio a distinguire la virtù dell’intuitività dal dominio dell’impulso, della spontaneità, sono due cose diverse.
“Si tratta di non lasciare che il fuoco dell’intuito venga soffocato dalla cenere del dubbio”.
L’intuito è fisico, è istantaneo, e ha anche a che fare con l’esito finale di una raccolta progressiva di informazioni ed esperienze.

29 – Rimuginare pensieri rabbiosi / Accortezza

Esprimere la rabbia, ma con accortezza. Non è importante arrivare all’obbiettivo di questa rabbia, ma sfogarla perché dentro corrode; però fuori crea problemi. Quindi farla sfogare mediante scrittura, senza filtri da tenere per sé, senza rileggerla mai.
Dopodiché c’è da vedere come arrivare all’obiettivo perché la rabbia denota che c’è qualcosa che non va, qualcuno che manca di rispetto, un’ambiente che non si riesce ad influenzare.
Uno dei consigli di Paoli è quello di evitare gli ambienti che non si riescono ad influenzare e provarne altri, anche se fra questi ambienti ci potesse essere la famiglia, d’altronde non siamo obbligati. Perché la rabbia è segnale di grande energia, grande energia che può fare grandi cose ma non dove non abbiamo potere di influenzare. Creerebbe solo frustrazione.

Nota personale: Nel mio personale caso, una delle fonti di rabbia è la strada, con gli altri guidatori che mancano continuamente di rispetto. Non posso influenzarli di certo, e la rabbia corrode, perciò in fin dei conti, dovrei evitare di girare per strada. Per fortuna la sera dopo una certa ora girano ben pochi mezzi. Ma il taxista ad esempio sarebbe di certo un lavoro per me deleterio.

31 – Procrastinare / Autocostrizione

Avere tanto tempo a disposizione per fare qualcosa fa sì che si perda molto tempo a fare altro. L’efficienza aumenta invece se si ha poco tempo. Per assurdo si producono più risultati avendo poco tempo che non avendone tanto.
Perciò la soluzione a questo problema del procrastinare è proprio quello di autoimporsi dei limiti. Dentro dei limiti imposti o auto-imposti emerge il genio delle persone, come emerge il genio dei poeti che si impongono di restare dentro tot terzine da tot sillabe con rime strutturate in un certo modo.
Se ad esempio devo studiare qualcosa e ho molto tempo per farlo al giorno, dovrò impormi di utilizzare solo una piccola parte della giornata, una fascia oraria prestabilita, per studiare. E studierò se vorrò studiare, altrimenti resterò comunque lì a non fare altro, a guardare i libri; e non dovrò assolutamente toccare libro nelle fasce orarie restanti.

Inoltre emerge da questo capitolo anche un altro insegnamento. Il ragazzo preso come esempio voleva cambiare metodo di studio, quello attuale non sembrava funzionare molto (leggere 2 volte il libro di testo); aveva già provato con un metodo più laborioso (sottolineare, fare riassunti e schemi) ma perdeva troppo tempo a farlo e non gli andava di farlo. Paoli gli ha fatto notare che non gli serve un nuovo metodo più efficace, l’ha già trovato e testato (quando ha fatto gli schemi ha preso voti migliori), ma evidentemente le sue scelte lo portano a volar raggiungere risultati accettabili senza troppo sforzo. Questione di scelte.. Perciò il metodo di studio attuale va già bene così perché realizza ciò che è il suo intento.

38 – Rimuovere dalla coscienza / Consapevolezza

Paoli porta semplicemente un esempio di seduta ipnotica in cui la paziente ha fatto riemergere dal suo subconscio un episodio accaduto a 6 anni che l’aveva traumatizzata. La paziente non si ricorda di quest’episodio prima della seduta e il disturbo che lamentava era una certa angoscia. Durante la seduta ipnotica la paziente visualizza se stessa da grande che consola e protegge la se stessa piccola impaurita. Questo viene fatto rivivere più volte e viene chiesto all’inconscio di continuare questo rafforzamento.
Dunque com’è già noto ci sono dei ricordi che vengono rimossi ma che ancora influiscono attivamente nella nostra vita. Con l’aiuto di qualche tecnica è possibile far riemegere questi ricordi, portarli alla consapevolezza e rielaborarli così che non possano più influire negativamente nella vita di ogni giorno.

40 – Agire senza avre un obiettivo chiaro / Lucidità

Ricopio pari pari il discorso finale di Paoli sulla lucidità.

Senza obiettivo non c’è direzione. E se non c’è un porto a cui approdare, il viaggio può durare all’infinito. D’altra parte più l’obiettivo è chiaro e delineato, più è semplice stabilire qual è la strategia utile per riuscire a raggiungerlo. Lucidità significa quindi stabilire un obiettivo chiaro, senza farsi illusioni, rifuggendo due tentazioni: non avere un obiettivo, oppure porsi un obiettivo porsi un obiettivo talmente vago da renderlo irraggiungibile. In entrambi i casi l’effetto deleterio è garantito.

In How to be miserable: 40 strategies you already use, Randy Paterson suggerisce che, per sviluppare un’ottima depressione, è sufficiente costruirsi degli obiettivi VAPID. In inglese questo termine significa “scialbo”, “insipido”, “insulso”, ma funziona bene anche come acronimo.

Ecco quindi cinque ingredienti per costruirsi un pessimo obiettivo.

  • V (Vague): sii “vago”. Non chiarirti gli step per raggiungere il tuo obiettivo finale, in modo tale da scoraggiarti fin dall’inizio, e neanche partire (“Vorrei arrivare in cima alla montana rapidamente”).
  • A (Amorphous): scegli un obiettivo “amorfo”. L’obiettivo finale deve essere ambiguo, cosicché, qualsiasi cosa tu ottenga, la parte un po’ depressa di te potrà suggerirti che hai fallito comunque (“Mi piacerebbe migliorarmi in qualcosa, non so cosa, ma sicuramente in qualcosa”).
  • P (Pie in the sky): segui una “pia illusione”. Asseconda la tendenza naturale a sovrastimare le tue capacità (“Sento che sono in grado di farlo. Sì, lo sento proprio”).
  • I (Irrilevant): definisci dei sotto-obiettivi “irrilevanti”. Stabilisci che per raggiungere un certo obiettivo devi acquisire prima delle competenze, che però sono irrilevanti rispetto all’obiettivo stesso (“Prima di superare la mia fobia di entrare nelle banche, devo studiare bene come funziona il mercato azionario”).
  • D (Delayed): “differisci”. Non darti dei tempi precisi di attuazione, così potrai sempre iniziare in un secondo momento (“Inizierò a lavorarci su quando sentirò che è arrivata l’ispirazione giusta”).

“Nessun vento è favorevole” scriveva Seneca “per il marinaio che non sa in quale porto vuole approdare”.

Relazioni:
Paoli porta l’esempio del paziente con un problema di relazioni; a quanto pare è insoddisfatto, e interrogato da Paoli arriva a un punto cieco, da lì si scopre dove nasce il suo problema. Non sa che scopo hanno per lui le relazioni. O meglio, uno scopo ce l’ha dato, attrazione-riproduzione, ma così facendo innesca un meccanismo nella sua parte maschile che una volta ottenuta la conquista, passerà alla noia e lo scopo sarà perso. Per riottenerlo dovrà cambiare partner, ma così non sarà mai soddisfatto.
Invece ad esempio, decidere che lo scopo di una relazione è quello di crescere assieme per rendere il mondo un posto migliore, è un obiettivo senza scadenza, può durare tutta la vita.
E’ importante dunque capire per sé che scopo hanno le relazioni, relazioni d’amore, e assicurarsi che non sia uno scopo che rende le relazioni dotate di una data di scadenza.

Io mentre cerco (invano) un complesso mentale in cui non mi rispecchio xD

Insegnamenti tratti dal resto del libro

In questa seconda sezione raccolgo i vari insegnamenti tratti dal resto del libro, dalle strategie che non ho selezionato personalmente tra le più importanti; come si può evincere.. c’è molto materiale su cui riflettere anche in quelle.

TIRARSI FUORI DAL DIALOGO MENTALE
E’ chiaro che sia poco sano, inutile, anzi dannoso. Quindi cercare di respingere il dialogo interiore quando capita. Per farlo ci sono principalmente due strategie:
Mettere il dialogo per iscritto.
Concentrarsi sui 5 sensi, sulle sensazioni del momento

IMPERTURBABILITA’ – NON PERDERSI TROPPO NELLE SENSAZIONI
Le sensazioni sono importanti ma gli obiettivi lo sono altrettanto. Se l’equilibrio si sbilancia sulla parte delle sensazioni si rischia di vagare trasportati dai moti della corrente senza mai realizzare nulla di concreto.
Di certo bisogna essere imperturbabili rispetto agli sbalzi d’umore; è normale ogni tanto sentirsi giù e vedere nero, ma non per questo bisogna cambiare la propria direzione.

CORAGGIO – NON AUTOCENSURARSI
Prima rischia, poi trai le conseguenze. Non accediamo a certe cose interessanti, non imbocchiamo certe strade perché ci autocensuriamo, ci priviamo della possibilità di rischiare e di sparare alto che magari va anche bene.
Rassegnarsi a fare la segretaria per una ragazza bella, conosciuta, simpatica, è autocensurarsi perché le sue doti lì non sono valorizzate e nemmeno utili; invece potrebbe perlomeno provare a puntare più in alto, nel mondo della moda, della pubblicità, ecc.
Meglio quindi non autocensurarsi, non privarsi di certe possibilità a prescendire.

DISPREZZO PER GLI ALTRI
Alcune cosa da tenere sempre in mente in questi casi, quando ci si perde tanto a criticare gli altri.
Specchio: innanzitutto se qualcosa ci dà fastidio, vuol dire che vediamo qualcosa in quella persona che ci appartiene, che non ci piace di noi, oppure che vorremmo tanto avere anche noi, quindi che invidiamo. Sempre analizzarsi insomma.
Sponsorizzare gli altri: a pensare sempre a se stessi e al proprio tornaconto, si perde la virtù della solidarietà, ci si rende indesiderati e poi.. ciò che si dà prima o poi si riceve; ad ogni modo sponsorizzare gli altri, solidarietà, significa darsi agli altri senza aspettarsi un tornaconto o un riconoscimento personale; la solidarietà di consuma nell’ombra..

LIBERTA’ E IRA
Nel senso che ci si deve prendere la libertà di dire ciò che si prova, ma senza porlo in modo che possa essere offensivo per l’altro; in questo modo i fastidi si sfogano subito, anche con fiammate d’ira momentanee; l’importante è non tenere dentro e accumulare, perché i pensieri corrodono e ci si trova a rischio di esplodere con così spropositate.

ESSERE IL FIORE PIU’ BELLO
Non si può pretendere dalla gente l’attenzione e la stima, magari solo per il fatto di darla a nostra volta.
Non è consigliabile autovalorizzarsi, non è consigliabile insistere al capo per un aumento di paga, o per un contratto.
Bisogna essere il fiore più bello.
Il fiore non grida all’ape “Devi impollinarmi!!!!”, ma si rende bello, colorato e profumato. E così le api andranno numerose da lui.
Siamo i primati più sensuali, abbiamo sviluppato apposite parti del corpo per la seduzione; e molte spiecie animali lo fanno.
Perciò rendiamoci piacevoli, amichevoli, generosi, belli. E saranno le persone a venire da noi, a darci quello che noi più desideriamo. Lavoriamo sodo e sarà il capo a darci una buona paga purché non diamo le dimissioni andando in un altro posto. Attireremo amici e amanti.
Rendiamoci il più bel fiore e smettiamola di pretendere.

INTERPRETAZIONE DEI SOGNI
Piccola chicca: i sogni si possono interpretare in tanti modi quanti se ne possono inventare. Ogni terapeuta potrà interpretare un sogno a seconda di cosa vuole sostenere in quel momento per la sua terapia.

SOBRIETA
Una virtù che aiuta i narcisisti a riprendere armonia con l’ambiente e con gli altri, evitando di schiacciarli, e di passare da un eccesso all’altro. Il narcisismo, ostentare i proprio averi e le proprie qualità, crea barriere e col tempo ti rende la caricatura di te stesso. La sobrietà unisci e ti rimette a pari con gli altri, al di là del fatto che di fatto si è ha o si è di più. Quella sarà una ricchezza personale da godere con se stessi. Non c’è bisogno di ostentarla creando barriere con gli altri.

DAVID COPPERFIELD – RIVEDERSI
Un esempio da seguire. L’illusionista Copperfield dopo ogni spettacolo si rivede la registrazione con tutto il suo team per vedere cosa si può cambiare per migliorare.

DEDIZIONE
Non affidarsi agli altri sperando nei miracoli, se si ha un obiettivo da perseguire, dedicarsi anima e corpo e impegnarsi per raggiungerlo, sempre che l’obiettivo sia la priorità. Se non ci si dedica mai abbastanza allora può voler dire che quell’obiettivo non è prioritario o che si hanno aspettative troppo alte o che si è puntato sugli altri per superarle.

MODERAZIONE – NON FARE PIU’ DEL RICHIESTO
Perché tanto non viene apprezzato e soprattutto spesso non è stato nemmeno chiesto.
Fare più del dovuto crea un’aspettativa nella riconoscenza che molto probabilmente viene delusa.
Molti fanno N+1 (o +100) invece che N perché ci tengono tanto ad avere il riconoscimento o perché vogliono ostentare le loro capacità. Ma il paradosso che si crea è che il lavoro lavoro non viene apprezzato, perché al pari dell’apprezzamento: aver fatto N è in proporzione con l’apprezzamento, aver fatto N+100 è sproporzionato, perciò l’apprezzamento risulta molto minore, relativamente al lavoro svolto.
La moderazione fa sì che in modo relativo si venga più riconosciuti.
Moderare, anche se le capacità sono molto più alte, anche se si vorrebbe fare molto di più, restare in ciò che viene richiesto e se non viene richiesto probabilmente è anche meglio non fare nulla.

ABBANDONARE IL CONTROLLO PER LASCIAR ANDARE L’ECCESSO DI CONTROLLO
A volte controllare i propri pensieri, le proprie paure o reazioni produce l’effetto contrario: si acuiscono.
Allora si può utilizzare la tecnica inversa e lasciarle andare caricando ulteriormente il tutto, quindi sforzarsi di pensare ancora di più e in modo più catastrofico, esagerare. In questo modo si molla la presa sul controllo e gli effetti cominciano a diminuire.

IL BUON IMPRENDITORE SECONDO GAIMAN
Deve possedere almeno 2 di queste 3 caratteristiche:
1. Abilità nel costruire relazioni;
2. Qualità del tuo lavoro;
3. Puntualità.
Quindi se per esempio si ha tutto ma non si è puntuali, non è un problema, anzi in questo caso potrebbe aumentare l’appeal.

IMPORSI DI METTERE IN ATTO LE AZIONI FUORI DAL PROPRIO CONTROLLO
Hai un tic nervoso? Imponiti di farlo, di farlo più volte, allo sfinimento e volontariamente.
Sei un ritardatario cronico e ogni tentativo di essere puntuale fallisce? Forzati allora di arrivare in ritardo.
A volte l’essere costantemente in ritardo può voler dire tante cose, inconsciamente: voler aumentare l’appeal, essere la persona tormentata che ti rende una persona migliore, voler essere produttivo e recuperare l’inefficienza della giornata.

DOPPIO LEGAME PATOLOGICO
E’ quella situazione in cui si creano due possibilità e in entrambi i casi ciò che si otterrà non sarà positivo.
Per liberarsi dal doppio legame patologico, c’è da riconoscerlo e quando lo si riconosce bisogna decidere quale delle due possibilità è la meno peggio, quindi sceglierla e preparsi a mordersi la lingua, sapendo che appunto, sarà comunque negativa, me meno peggio dell’altra.

ACQUISTARE LA PROPRIA REDENZIONE
Il senso di colpa va risolto; uno dei modi, è quello di autodeterminare un prezzo per l’espiazione di ciò che si è fatto, e pagarlo, concretamente. Fare qualcosa di concreto per riparare ai propri errori.
Ad esempio per il senso di colpa dovuto ad un tradimento, verrebbe da fare il gesto di confessare; ma questo invece che riparare peggiora ulteriormente le cose perché di fatto si coinvolge anche la persona che inconsapevolmente ha subito, rendendola consapevole, il che è come regalarle tristezza, rancore, in una parola sola si fa uno scaricabarile su di lei, del proprio senso di colpa; non è una grande riparazione..
In questo caso, invece, si può determinare quanto vale il torto fatto, dargli proprio un valore, quindi mettere in atto delle azioni concrete da apportare come riparazione a tutto ciò; senza appunto che le persone coinvolte ne siano consapevoli. Perché il senso di colpa è una cosa interna; in questo modo si risolve, si riporta equilibrio. Quantomeno si allevia.

SVELARE I PROPRI LIMITI E DIFETTI INVECE CHE NASCONDERLI
A imbarazzare gli altri in realtà è il nostro imbarazzo. I limiti ci rendono tridimensionali, umani, e spesso questa umanità viene percepita molto di più, perché crea più empatia e fa consocere la persona vera agli altri. Non il San Francesco che predica agli uccellini posati sui Rami, ma Francesco d’Assisi che in modo provocatorio va a predicare agli uccellacci di una discarica come a ritenerli un pubblico più degno rispetto ai romani a cui tentò di parlare poco prima; si scopre che anche san Francesco era una persona iraconda. E questo lo rende tridimensionale, umano, ancora meglio apprezzabile da noi, rispetto ad un’agiografia tramandata, fin troppo idiliaca.
Inoltre lo svelare i propri limiti e difetti provoca nell’altro la benevolenza, si possono rendere gli altri, così, inoffensivi.

MODERAZIONE E NON FARE PER GLI ALTRI
La moderazione è non sovraccaricarsi, ad esempio facendo anche il lavoro degli altri, perché lo si ritiene necessario, perché va fatto meglio. Moderazione è dunque preservare la propria energia, risparmiandosi il rischio di bornout, mettendo da parte l’arroganza del credere di essere superiori agli altri, celata dietro al buonismo dell’intento di aiutare, quando l’aiuto in realtà non viene richiesto.
Inoltre questo aiuto può diventare dannoso ai fini della crescita dell’altro, perché allora sarà sempre necessario; se invece si lascia l’altro libero di sbagliare ed eventualmente di correggersi, c’è una possibilità di miglioramento.

DARE FIDUCIA STRATEGICA PER METTERE ALLA PROVA LE PERSONE
Se si vuole mettere alla prova qualcuno, ad esempio un potenziale partner, non converrà comportarsi mettendo le mani avanti, con sospetto, perché la persona reagirà secondo quei parametri, sapendo di esser messa alla prova, non sarà a suo agio, non si mostrerà veramente per ciò che è.
Invece una strategia efficace è quello di dare piena fiducia fin da subito, cosicché la persona si senta a proprio agio e si mostri per ciò che è veramente.
Inoltre, aggiungo io, fintanto che metti alla prova la persona, stai stimolando la persona in un certo modo, ad ottenere qualcosa, a vincere questa sfida; perciò la persona potrà essere confusa da qualcosa che non ha ancora ottenuto e deve ottenere; questo desiderio morirà lo stesso giorno in cui la persona si concederà. Oltretutto non presentandosi subito per come si è, non aprendosi subito, la persona non ti conoscerà veramente, non saprà veramente com’è stare con te, perciò ti idealizzerà; e il giorno in cui l’ideale diverrà realtà, potrebbe rimanere soltanto l’amare delusione della differenza tra l’idealizzazione e la realtà.

SOSPETTARE E METTERSI SULLA DIFENSIVA SONO SPECULARI
Si alimentano a vicenda. Mettersi sulla difensiva crea sospetto e il sospetto crea ulteriore difensiva. Per interrompere questo circolo vizioso serve un atto di fiducia. Fiducia appunto.. strategica (vedi sopra), fiducia come atto di valutazione.
Inoltre per risonanza, dando fiducia di default alle persone, con gentilezza, apertura disponibilità, si attireranno altre persone che ti danno la stessa gentile fiducia a loro volta.

PICCOLO DISORDINE NELL’ORDINE PER L’OSSESSIONE DI CONTROLLO
Se si hanno manie ossessive di controllo, imporsi di lasciare qualcosa totalmente fuori dalla regola sempre, così da non essere schiavizzati dalle proprie manie, ma avere sempre comunque il controllo su di esse.

INDIPENDENZA E SOLITUDINE PER AFFRONTARE PAURE E PROBLEMI
Sfogarsi sempre con amici e famigliari, su cui riversare le proprie ansie, paure, problemi, non è utile alla risoluzione del problema, anzi lo foraggia.
Quindi cercare l’indipendenza e la solitudine, perché solo nella solitudine e indipendenza dell’adulto i problemi possono essere sentiti, appieno… , affrontati e sconfitti.

UMILTA’ NEL CHIEDERE AIUTO
Spesso non si chiede aiuto non per umiltà, ma al contrario, per orgoglio e presunzione che l’altro non abbia le qualità necessarie per capire la situazione e poterti aiutare.
Umiltà è riconoscere di essere sempre in parte vulnerabile e bisognoso, e che ci sia sempre qualcuno che può farti da maestro su qualcosa in un percorso di crescita.

ELIMINARE I VIZI RENDENDOLI MENO PIACEVOLI
Aggiungere un particolare scomodo ai vari rituali, abitudini, attività, che sono troppo piacevoli per essere eliminate o ridotte.
Esempio: i colleghi non resistono a fare sempre riunioni in cu si parla parla e basta? Farle ma imporre di farli in piedi. Oppure: se è troppo piacevole per i tuoi amici restare a dormire da te, lasciarglielo fare ma accomodarli in una stanza così brutta e inquietante da fargli passare la voglia.

AFFRONTARE I TIMORI SENZA PRECAUZIONI
Perché il successo di un pericolo sventato o di un momento di timore risolto, poi sarà sempre attribuito alla precauzioni; togli quelle e il castello crolla.
Agire quindi per sfondamento. Eliminare le precauzioni e buttarsi; però farlo partendo dalle situazioni che presentano il rischio minore.

DESIDERI NASCOSTI NELLE LAMENTELE
Una lamentela nasconde altro; quando ci si lamenta chiederersi sempre perché ci si sta lamentando, qual è il desiderio nascosto dietro una lamentela.
Di quale desiderio questa lamentela è il segnale?
Le persone di cui sono circondato riescono a soddisfare questo desiderio? (perché non si può pretendere che un granchio cammini dritto).
Cercare di essere me stesso la persona che invece vorrei attirare e che accontenti questo mio desiderio.
Una virtù è poi quella della nettezza, cioè non trattare le persone come toilette su cui riversare i propri bisogni fisiologici, quelli connessi allo sfogo, alla lamentela. Perlomeno controllare questa cosa, quindi sfogarsi, con il permesso, entro un certo limite di tempo, oppure non sfogarsi affatto.

AUTOREFERENZIALITA’ OK
Quando uno bravo parla di sé sembra sempre un po’ spaccone. Se sei bravo, un po’ arrogante devi esserlo per forza.

BUONI MAESTRI E VERI MAESTRI
I buoni maestri sono coloro che ti aiutano a crescere, ma non vogliono che tu cresca più di loro.
I veri maestri, invece, fanno di tutto per essere superati dai propri allievi.

ESSERE AUTONOMI
“Sotto i grandi alberi non cresce niente” (Brancusi, scultore). Significa che prima o poi l’allievo deve lasciare il nido, deve allontanarsi e fare un percorso suo.
Così come il figlio “impacciato” fintanto che resta con i genitori sarà un “impacciato da accudire”, e maturerà soltanto una volta uscito di casa, senza il conforto dell’accudimento genitoriale, che in un’età avanzata diventa un ambiente limitante.
La virtù dell’autonomia è dunque quella dello staccarsi dagli ambienti non proficui per la propria crescita personale e/o professionale.
Autonomia e indipendenza (una più che altro economica, l’altra emotiva) richiedono di attraversare il morso della solitudine: l’unico passaggio che permette a un bambino di diventare realmente adulto.

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