Cari ragazzi, abbiamo parlato anche di inglese.
Innanzitutto vi riporto quello che ho scritto nella lettera per voi riguardante la scuola:

L’inglese, lo studio di questa lingua straniera, universale, teniamolo e rafforziamolo. Ma smettiamola di usare i libri di testo e di insegnare a dire che Jack ha la cravatta a quadri, ma che gliene frega ai ragazzi? Sperimenteranno l’inglese per la prima volta in vacanza, con i coetanei dove dovranno scherzare e farsi complimenti, magari dire: “mi piaci” o “sei carino” o “di dove sei”. Insegniamo loro a sostenere delle basiche conversazioni e aggiungiamo paroline al loro dizionario poco alla volta, partendo dalle cose più facili. Vedo invece che dopo i primi anni di elementari invece solitamente scatta l’approccio contrario: prima la grammatica, i verbi irregolari e le cose più difficili, così ti passa la voglia e impari ad odiare l’inglese, poi il resto. Assurdo. Riformiamolo questo, che è importantissimo, vi servirà che non avete idea…

VI SERVIRA’ MA ORA NON LO SAPETE
Riprendo quest’ultimo elemento scritto in quella lettera. Vi servirà e capita sempre così, più o meno a tutti (a tutti coloro che decidono di mantenere un livello buono di cultura nella loro vita adulta). L’inglese comincerà a servirvi, quando andrete in vacanza, quando vorrete fare una ricerca, parlare con un amico straniero, ascoltare un certo artista, uno youtuber, parlare con una persona di qua che viene da fuori, parlare con un collega straniero, parlare con i clienti stranieri, cercare un lavoro, leggere delle istruzioni sul web rispetto a qualcosa di vostro interesse, capire cosa dice una canzone, fare un’esperienza all’estero, cercare lavoro all’estero. E banalmente, nell’era dell’informatica e della connessione, avrete occasione di accedere al 100% di ciò che è il mondo, che si trova in rete, invece che confinarvi nell’1% perché se gli italiani sono 60 milioni, e il mondo in totale conta 7 miliardi di persone, allora l’italia è meno dell’1% del mondo.
Quindi desidererete imparare l’inglese e cercherete di recuperare il tempo perso; da adulti, con i vostri soldi è probabile che pagherete per frequentare corsi, e che cercherete disperatamente qualsiasi metodo per apprenderlo. E puntualmente vi vergognerete.. vi vergognerete per quanto il vostro livello sarà basso nei momenti in cui cercherete di usarlo.
Ma non è colpa vostra.. non avete mai avuto occasione di capirne l’importanza; perché al giorno d’oggi in Italia, alla vostra età.. semplicemente non serve, non è necessario.

SIAMO LE CAPRE IGNORANTI DELL’EUROPA
Negli altri stati non è così; in alcuni è fondamentale, perché ad esempio in Slovenia, almeno fino a qualche tempo fa, i programmi in TV non erano tutti in sloveno, molti erano in lingua originale, inglese o italiana. Così per i ragazzi diventava naturale impararlo, proprio per esigenza.
In tanti stati europei l’inglese si impara fin dalla tenera età ma si impara seriamente, anche se apparentemente non servirebbe. E non come nelle nostre scuole dove si impara a dire che la penna è sul tavolo e che Jack ha i pantaloni neri.
Quando vi ritroverete all’estero o comunque a parlare con gente straniera vi renderete conto che il mondo intero (non solo l’Europa in realtà) conosce e parla fluentemente l’inglese mentre noi praticamente cerchiamo di esprimerci a gesti.

IMPARIAMOLO A SCUOLA
Cercate dunque di fidarvi di ciò che vi dico, e sfruttate la scuola per questo il più possibile. Certo, meglio sarebbe se il programma non fosse strutturato al contrario, mettendovi prima le cose difficili, i dettagli che andrebbero aggiunti alla fine, e poi quelle facili. Ma se sopportate questa cosa andate avanti e tutto fa brodo; poi in futuro magari cambiarete voi stessi la scuola e l’assurdità di questo approccio al contrario.
Quindi non perdetevi troppo dietro regole grammaticali e verbi irregolari, imparate a conversare, prima lo fate meglio è. Imparate più parole possibili, in primis quelle che sentite più spesso (possono essere parole di uso comune o testi di canzoni).
Studiate sempre inglese a scuola pensando che questa è una cosa realmente utile, che vi servirà per davvero; perché è così, e perché vi permetterà di fissare meglio le cose che studiate. Vi devono durare anche post-scuola…

PERCHE’ IMPARARE ORA E NON DOPO?
Perché ora che non vi serve e non dopo? Perché imparare una lingua straniera è come costruire un grattacielo. Piano dopo piano e quando hai finito curi le rifiniture e l’arredo (salvo che l’approccio scolastico ti fa curare le rifiniture nel mentre).
Anno dopo anno aggiungi i vari piani al grattacielo fino a raggiungere l’ultimo piano.
PERO’… c’è un però… la mente umana non è sempre uguale. La capacità di apprendimento a 10 anni è totalmente differente rispetto alla capacità di apprendimento a 30 anni: da giovanissimo hai a disposizione 1000 operai per costruire il tuo grattacielo, a 30 anni ne hai sì e no una decina, a cui devi far fare una fatica mostruosa, su turni massacranti. Negli anni poi qualcuno si farà male e non potrà più lavorare, alla fine avrai due operai zoppi che cercheranno di finire il lavoro. Se è stato fatto un buon lavoro potranno curare gli ultimi dettagli senza difficoltà. Se mancano dei piani.. quei piani probabilmente non li finisci più.
Perciò studiate ora, finché avete quel millino di operai a disposizione.

PAV
Vi ho insegnato la tecnica P.A.V. un piccolo trucchetto per imparare le cose, in questo caso parole nuove, anche se queste non vengono ripassate, anche se si tratta di cose che poi nella realtà quotidiana non vi ritrovate. In questo modo non le perdete.
Non dovete fare altro che creare e visualizzare una storiella che colleghi la parola o quello che quella parola vi richiama, al suo significato. La storia per essere ricordata deve avere 3 caratteristiche:
P = essere Paradossale
A = dev’esserci Azione
V = dev’essere Vivida
Ad Alessia, per imparare che Guess significa Indovinare, abbiamo fatto costruire questa storia:
“guess” ad alessia ricorda “kiss” cioè baciare; però c’è una G all’inizio. Per Alessia il cliché fisso per la lettera G potrebbe essere un suo conoscente di nome Giovanni, che per qualche motivo crea imbarazzo al solo pensarci 😉
Nella sua storia lei ha gli occhi chiusi, arriva un tizio e la bacia, e lei deve indovinare chi è che l’ha baciata. Apre gli occhi ed è Giovanni, quindi si schifa. Alessia ora associa Guess all’azione di indovinare.
Questo è un esempio ma con l’esercizio si possono trovare schemi migliori. Usate questa tecnica anche per le altre cose..

Questo è tutto ragazzi. Spero di continuare a farvi lezione così da trasmettervi tutte queste cose e aiutarvi a trovare un orientamento in questo mondo caotico. Ci vediamo! 🙂

Il Maesssssstro … Andrea ♥

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