Chiaramente questo sistema scolastico ha qualcosa che non va e sono felice che ve ne siate accorti.

Le provo sono chiare e tangibili. Per capire che anni di scuola con un certo metodo sono stati inutili vi basta chiedere a qualsiasi adulto cosa si ricorda o cosa di ciò che ha imparato gli è effettivamente utile nella vita, lo uso tuttora o gli ha dato le basi per ciò che è la sua formazione attuale.
Fatelo anche con un argomento specifico. Ad esempio, state studiando gli spartiati e la storia della Grecia? Bene, chiedete ad un adulto così si ricorda (il 99% ti risponderà “sparti-che??”), e infine a cosa gli è servito. Sapete già le risposte..

Quindi perché mai vi si deve inquinare la mente con cose che per la maggior parte non vi serviranno e quindi dimenticherete? Non c’è alcun motivo logico se non quello di allenarvi la mente a memorizzare e farvi imparare un metodo di studio. Ma anche essere tanto intelligenti e capaci di memorizzare un sacco di cose non vi renderà persone migliori e tantomeno persone felici; anzi vi renderà persone molto razionali, incapaci di ascoltare il proprio cuore.

Tralasciando il fatto che quando trovate qualcosa che veramente vi appassiona sarete voi stessi ad applicarvi, a leggere, a memorizzare le cose, tralasciando ciò.. se proprio vogliamo allenare questa mente allora perlomeno facciamolo su qualcosa di realmente utile. Ce ne sono di cose da imparare per vivere in questo mondo. Vi ricordate quella supplenza in cui dovevamo fare letteratura e invece abbiamo passato un’ora a parlare di tema di attualità? E quanto ancora ce ne sarebbe da dire? Bene, non vedo perché tutto ciò non possa essere appositamente inserito in un programma scolastico e insegnato (da parte di chi perlomeno ha sviluppato un po’ di saggezza in merito). D’altronde è quello che vi serve nell’immediato. Voi non dovete imparare gli spartiati.. voi dovete imparare a vivere, per non trovarvi poi spersi e disorientati, in preda a depressione e a scelte sbagliate come la maggior parte degli adulti. Se una cosa chiamata “scuola” esiste allora merita di darvi una preparazione su questo.

TENIAMO CIO’ CHE VA BENE
Innanzitutto cerchiamo di prendere quel poco che c’è di utile e teniamolo bene in considerazione, perché non tutto è da scartare e perché semmai riusciremo a rivoluzionare la scuola, un punto di partenza ci servirà.
Da adulto vi posso dire ciò che mi ha dato le capacità di base che ora utilizzo, e ciò che ricordo (e siccome ricordo vuol dire che a qualcosa servono). E vediamo se riesco anche a dare qualche spunto per un approccio diverso.

  • Leggere, ma facciamo leggere cose interessanti e piacevoli, anche dopo la seconda elementare, please..

  • Scrivere, ma non in corsivo. Infatti se devo scrivere a mano scrivo in stampatello maiuscolo. Sul lavoro mi è servito anche lo stampato minuscolo, ma erano altri tempi, a chi ora fa lo stesso mestiere, lo script non serve più (e in ogni caso non lo ricordavo da scuola ma l’ho imparato da nuovo senza difficoltà).
    Il corsivo è assolutamente utile, per il fatto in sé funzionale del poter scrivere “di corsa”, con fluidità, quindi va imparato, ma senza perderci troppo tempo nel perfezionarlo, tanto poi ognuno lo personalizzerà. E poi appunto.. nell’era dell’informatica potrebbe non venire nemmeno più utilizzato, quindi meglio non perderci troppo tempo. Da abolire per sempre l’assurdità delle lettere maiuscole in corsivo, se non vogliamo restare nell’800. Non servono a nulla, vengono presto rimpiazzate da semplici lettere in stampato maiuscolo, sono obsolete, fanno perdere tempo, sono una cosa in più da imparare inutilmente.

  • Sapere i numeri e saper svolgere operazioni di base.
    Nello specifico: addizioni e sottrazioni con numeri a due cifre, questo tantissimo. Questo vi stupirà.. ma.. le tabelline! Le tabelline vi saranno sempre molto utili. Facili moltiplicazioni con numeri a due cifre, in cui alla fin fine si usano sempre le tabelline. Le divisioni, solo quelle facili da poter fare a mente. Le frazioni, solo per quanto riguarda il doverci lavorare su delle operazioni basiche, di semplificazione, di addizione e moltiplicazione. Le equazioni, ma proprio a livello super basico.
    Da programmatore quale sono stato, mi sono servite anche le funzioni, ma non le includerei in una scuola generica, per tutti; le introdurrei in un indirizzo tecnico, a chi magari andrà poi a fare il programmatore o altri mestieri simili.

  • L’inglese, lo studio di questa lingua straniera, universale, teniamolo e rafforziamolo. Ma smettiamola di usare i libri di testo e di insegnare a dire che Jack ha la cravatta a quadri, ma che gliene frega ai ragazzi? Sperimenteranno l’inglese per la prima volta in vacanza, con i coetanei dove dovranno scherzare e farsi complimenti, magari dire: “mi piaci” o “sei carino” o “di dove sei”. Insegniamo loro a sostenere delle basiche conversazioni e aggiungiamo paroline al loro dizionario poco alla volta, partendo dalle cose più facili. Vedo invece che dopo i primi anni di elementari invece solitamente scatta l’approccio contrario: prima la grammatica, i verbi irregolari e le cose più difficili, così ti passa la voglia e impari ad odiare l’inglese, poi il resto. Assurdo. Riformiamolo questo, che è importantissimo, vi servirà che non avete idea…

  • La storia a mio avviso andrebbe studiata non per informazioni ma per insegnamenti. Se la storia si insegna “per evitare di ripetere gli errori del passato” allora andiamo direttamente al punto, conosciamo velocemente, a grandi linee, i fatti e facciamoci subito le domande. Ognuno poi troverà le sue risposte. In un libro di letteratura ho visto la storia dal 900 al 1200 spiegata in due facciate. Benissimo! Così si dovrebbe fare, ma nei libri di storia, non in quelli di letteratura. Qualsiasi cosa, imparata nel dettaglio, che poi venga dimenticata negli anni successivi, è stata imparata per niente. E’ spazzatura inserita nel cervello. Studiamo ciò che siamo poi in grado di ricordare, non addentriamoci troppo nel dettaglio, a meno che personalmente non ci interessi qualcosa nello specifico. In quel caso l’alunno potrà svolgere una ricerca da sé, assistito dal suo insegnante.
    Perciò quando ci troviamo a studiare un fatto della seconda guerra mondiale chiediamoci se questo fra 10 anni ce lo ricorderemo; sul momento ci sembrerà anche di sì, ma vi assicuro che no, se non lo ripasseremo ce lo dimenticheremo. E se la vita non ci darà occasione di ripassarlo significa che nella vita quel fatto è semplicemente un fatto insignificante, d’altronde è passato.. e noi viviamo nel presente. Banalmente.

  • La geometria e il disegno tecnico DI BASE, ma proprio di base, può rivelarsi utile. Tutto ciò che supera il livello base dovrebbe essere insegnato soltanto a chi a un certo punto del suo percorso scolastico voglia approfondire e mostri predilezione verso l’architettura, la progettazione, la meccanica e cose del genere.

  • La musica e l’arte è scontato dire che vanno mantenute. Possibilmente riformate. Perché è inutile far studiare gli elementi di un’orchestra a un bambino delle elementari che ascolta i trapper o la musica pop su spotify. In quel caso la didattica è totalmente dissociata dalla realtà. Il fatto che esistono la musica classica e le orchestre può essere anche insegnato, ma finisce lì; tranne per chi poi manifesta interesse per un certo approccio strumentale alla musica; ma la teoria è tutt’altra cose se unita alla pratica del suono di uno strumento. E smettetela di fare ascoltare musica classica ai ragazzini nel tentativo di trasmettergli una cultura… non farete che creare avversione nei confronti di quel genere musicale; la loro energia fresca, frizzante, giovane, impetuosa, giocosa, si sposa molto di più con altri generi musicali. Fategli ascoltare qualcosa più in armonia con loro, che comunque può contenere molta musica; avvicinatevi alla loro musica, capitela, questo è il principio dell’empatia applicato a una data materia. Quando vi sarete messi al loro livello potrete provare eventualmente a farli espandere ed innalzarli. Non il guardate da lassù, non otterrete nulla.
    E badate che parlo con cognizione di causa, da insegnante di musica, compositore e da uno che ascolta perlopiù musica classica e new age, perlopiù quella composta da me.
    Fateli giocare con la musica, anche se il risultato è grezzo; almeno così impareranno ad amarla e magari, nel momento giusto, saranno loro stessi a chiedervi di poter imparare uno strumento. Fateli anche cantare, è la cosa più naturale e non va mai persa di vista; toglietegli il canto anche per un solo anno, tipo in prima media, e non li recuperate più; fatela sembrare per ciò che è: una cosa del tutto naturale, che nulla ha a che fare con la vergogna e col giudizio… sì, dovete andare contro a una cultura malata di una società moderna che si basa sul giudizio dei talent show, lo so… ma questo fenomeno va contrastato e se ci mettiamo di impegno tutti, possiamo farlo.
    Probabilmente un discorso simile potrei farlo sull’arte visiva, che a me comunque piace molto, ma non essendo una cosa che poi ho coltivato e non insegnandola, è meglio che qualcun’altro si pronunci a riguardo. Sicuramente questa cosa non va trascurata.

  • Le Scienze sono un argomento che può essere molto intrigante e può avere un riscontro molto pratico. E come tante altre materie, nei primi anni di scuola elementare viene anche studiato nel modo giusto; è poi che si rovina tutto. L’approccio sperimentale, l’analisi, le relazioni.. tutte cose pesanti per i ragazzi; per me erano un incubo. Eppure la scienza mi è sempre piaciuta. Fateli amare questi argomenti, non fateli odiare, insegnanti! Fate fare gli esperimenti, dimostrate le cose, fate vedere filmate, spiegate come funziona il mondo, o fate come fanno alla Waldorf: dimostrate le cose e fate capire agli alunni come il tutto ha funzionato. Lasciate stare tutta la rottura di scatole dell’analisi, del riportare in forma scritta il tutto, quando il ragazzino farebbe tutto altro. Che poi se le cose non vengono ordinate in modo coercitivo saranno i ragazzi stessi a riportare tutto su carta, a fantasticare, a fare i piccoli scienziati. Andiamo fuori dagli schemi un pochino…

  • Italiano, letteratura, antologia, analisi grammaticale e logica, ecc.. non ci trovo nulla di utile in tutto ciò. Certo, la lingua è importante impararla e leggere/scrivere dei testi ti dà una preparazione essenziale. Ma allora fate leggere dei testi che ai ragazzi possano interessare, non di certo “i promessi sposi”, “i malavoglia”, ecc. Le poesie? Abbiamo autori che hanno scritto canzoni meravigliose durante l’intero ultimo secolo. Serve davvero rivangare i poeti dell’800?? I temi.. obbligare qualcuno a scrivere qualcosa su un argomento obbligato.. quale miglior modo per far odiare ai ragazzi la scrittura. Ed insegnare a tenere un diario personale? Scrivere una storia inventata, un fumetto? I ragazzi hanno così tanta fantasia, creatività e voglia di raccontare, che tutto ciò può venire assolutamente spontaneo. E se non viene.. vuol dire che non è il momento, semplicemente. Ricordiamo che alcuni ragazzini, in particolare maschi, fino ad una certa età passerebbero le giornate a dare calci a una palla e fare lavori manuali. Quel tipo di energia poco si concilia con la scrittura.

SPECIALIZZAZIONE vs TUTTO PER TUTTI???
Quanto è assurdo far imparare tutto, in modo parecchio specifico, a tutti, senza distinzione, fino a quasi tutta l’adolescenza?? Cosa gliene importa ad una persona che poi non avrà più nulla a che fare con la matematica, a cui la matematica proprio non rientra negli schemi del proprio pensiero, cosa gliene importa di dover risolvere delle equazioni di secondo grado, ma a che pro??
Facciamo studiare certe cose a chi si sente portato, nel momento in cui vorrà specializzarsi, in modo che possa apprendere tutto ciò che poi gli servirà per mettere a frutto i suoi talenti e le sue predisposizioni, nel suo contributo che darà al mondo (aka: lavoro).

CHI E’ CHE IMPEDISCE IL CAMBIAMENTO
Non sono i vostri professori; sebbene se foste in una scuola statale avreste incontrato con tutta probabilità dei professori assolutamente d’accordo con l’insegnamento di quel tipo, principalmente per due motivi:
– Perché ciò che è toccato a loro, gli sembra giusto che dobbiate scontarlo anche voi.
– Perché se un professore è lì ad insegnare una certa materia, significa che quella materia lo appassiona e che ha speso una buona parte della sua vita a studiarla: perciò per lui sarà l’essenza della vita e vorrà insegnarla nei minimi particolari; se non è particolarmente saggio, gli verrà difficile pensare che ciò che è un suo grande interesse può in realtà non coincidere con l’interesse dei ragazzini che si trova davanti.
Ma anche con professori particolarmente saggi e consapevoli, anche in una scuola parentale, poco si potrebbe fare, vi toccherebbe più o meno la stessa sorte, perché vivete in uno stato dove vige l’obbligo dell’istruzione, per un totale di 10 anni, e in cui per passare all’anno successivo, dev’esser stato appreso un certo programma, chiamato “curricolo”. Da questo non si sfugge; nemmeno nelle scuole parentale perché alla fine arriva una commissione esterna ad esaminarvi e decidere se potete passare all’anno successivo o meno.

VOI SIETE IL CAMBIAMENTO
Perché dal vivo ho insistito tanto su questo punto? Perché se noi ora non possiamo farci nulla, voi siete il futuro, voi diventerete i nuovi adulti, coloro che guideranno il mondo tra una decina d’anni. E ragazzi miei, pensate se la maggior parte degli studenti venisse su con queste idee riguardo alla scuola. In uno stato democratico troverete sempre dei vostri rappresentanti in politica che portano in parlamento la vostra voce. E in questo modo la scuola andrebbe riformata, così come la maggior parte della popolazione voglia che sia fatto. Magari alcuni di voi si faranno portavoce del popolo e saranno loro stessi a riscrivere quelle leggi e a cambiare quei programmi ministeriali.
La nostra generazione questo non lo può fare perché ormai è una generazione persa; in pochi, pochissimi, sono riusciti a divincolarsi dallo schema e a capire che è da riscrivere tutto; è molto difficile perché in età adulti le proprie idee non sono più così malleabili come lo possono essere in età infantile o adolescenziale. Per questo.. l’unico speranza per il mondo del futuro siete voi.

COSA POTETE FARE ORA?
Ragazzi miei, ciò che vi è posto come un obbligo, non può essere soggetto a grandi cambiamenti. Essere totalmente ribelli non porta a nulla. Potrete però arginare i danni, quindi sperare di trovare degli insegnanti che abbiano le idee chiare e che vi preparino per ciò che sarà il vostro esame di fine anno, senza martoriarvi con cose che dimentichereste entro l’anno successivo; e voi per conto vostro… uscite dalla trappola del voto alto. I voti alti nella scuola primaria e secondaria, non vi porteranno nulla di più nella vita, perciò dategli la giusta importanza: nulla. In tutto ciò che non vi è realmente utile fate il minimo indispensabile. Questo è il mio consiglio, che potete prendere se sentite vostro, altrimenti liberamente scartare, perché io posso sbagliare. Ovviamente nel fare il minimo indispensabile siate furbi; se dovete fare 30 frasi di analisi logica, non state lì a fare altro perché tanto sono inutili, fatele, sbrigatele il prima possibile, capite in fretta cosa l’esercizio vuole da voi e svolgetelo, con la cura che merita; il prima possibile. E poi liberamente la mente e il tempo per fare altro. Riducete all’osso il tempo impiegato per fare i compiti, altra grande str**** del sistema scolastico. Il prima possibile! Non devono essere belli e nemmeno perfetti, devono essere veloci. Fateli e non pensateci più. Studiate con cura solo ciò che vi appassiona o ciò che sapete che alla fine vi tornerà utile.