PREMESSA:
Questo articolo è stato scritto sulle basi del libro “Conversazioni con Dio – Libro primo”, per sapere di più su questi articoli e sul libro in questione vai alla pagina: Conversazioni con Dio – Indice dell’estratto.

Legge dell’attrazione… quanto è stato detto e scritto a riguardo!
Per fortuna finalmente ho trovato una spiegazione chiara e plausibile, che spiega anche perchè non è così facile metterla in pratica.
Personalmente poi ho trovato spiegazioni anche al discorso “bisogna aver fede”, che non ho mai capito quale fosse il motivo.

COME AVVIENE LA MANIFESTAZIONE
Cioè come si forma qualsiasi cosa manifesta nel piano fisico. Avviene in 3 passaggi:

  1. Pensiero / idea / visualizzazione
    Non esiste niente nel mondo che non sia esistito in precedenza come puro pensiero.
  2. Parola
    Energia creativa mandata all’universo. Le parole alterano l’universo con un maggiore impatto.
  3. Azione
    Sono parole in movimento, e le parole sono pensieri espressi.


Interessante quindi sapere che qualsiasi cosa manifesta nella realtà sia stata in precedenza un pensiero.

PERCHE’ NON CREIAMO QUELLO CHE DESIDERIAMO
Per un semplice motivo: perchè il pensiero che domina è il “pensiero promotore” ovvero il pensiero alla base del pensiero alla base del pensiero, il primo pensiero, quello che riflette le nostre convinzioni.
Dunque possiamo anche sforzarci di pensare che possiamo creare la nostra realtà e pronunciare affermazioni positive, ma se sotto sotto pensiamo che non sia possibile, che non funzioni, allora nulla si manifesterà perchè quel pensiero prevale.

PERCHE’ NON CREIAMO QUELLO CHE VOGLIAMO
Può sembrare una ripetizione e invece è fatto apposta 🙂 Notate la differenza con il paragrafo precedente: “vogliamo” al posto di “desideriamo”.
Perchè non manifestiamo ciò che vogliamo? Perchè l’universo rende manifesti i nostri pensieri e le parole espresse, lo fa esattamente così come stanno.
Quindi anche se dovessimo essere allineati con le nostre credenze e con tutti i nostri pensieri, nel dire all’universo che vogliamo qualcosa otterremo esattamente quello che abbiamo richiesto: l’esperienza di volere quel qualcosa. Quindi non otterremo quella cosa!
L’universo risponde come il genio della lampada.
Quindi invece di dire:
“Io voglio diventare ricco”
Si può dire:
“Io sono ricco” oppure “Io scelgo di essere ricco” oppure, se è più accettabile dalla nostra mente: “tutto mi sta conducendo alla ricchezza”.
Se esiste qualcosa che hai scelto di sperimentare nella tua vita, non “volerlo”, sceglilo. Davvero. Pienamente.

COME SISTEMARE IL NOSTRO PENSIERO PROMOTORE
Da quanto abbiamo visto è quello che rompe le scatole. Al giorno d’oggi ci sono molti metodi per ripulirsi, per scavare, per eliminare e cambiare le nostre credenze, ecc. e indovinate un po’… Dio in questo libro nemmeno le accenna! Anche perchè se veramente fosse solo questo saremmo diventati tutti ricchi in seguito a un corso su “come cambiare le proprie credenze”; al massimo cambiamo quelle della cucina, perchè per il resto ci teniamo ben saldi gli insegnamenti dei nostri genitori e delle persone che ci hanno influenzato fin da piccini.
Qual è la soluzione quindi?
Il libro ne propone almeno 2:

  1. FEDE
    La convinzione che qualsiasi cosa chiediamo, Dio o l’Universo, la esaudirà, è l’unico pensiero che può prevalere sugli altri.
    Tuttavia poche persone posseggono tale fede.
  2. INVERTIRE IL PROCESSO
    Questo lo spieghiamo di seguito..

 

INVERTIRE IL PROCESSO DI CREAZIONE
Ecco uno stratagemma per aggirare l’ostacolo dei nostri pensieri promotori che non ci permettono di manifestare ciò che scegliamo.
Si tratta di prendere il processo di creazione:

pensiero → parola → azione

E invertire l’ordine di questo processo così:

azione → parola → pensiero

Quello che dovremo fare dunque, per cambiare un nostro pensiero radicato riguardo a qualcosa è “agire prima di pensare” (al contrario di quanto ci hanno da sempre insegnato), quindi agire in base a questa nuova idea che vogliamo acquisire, in un tempo così rapido da non dare modo alla mente di fabbricare pensieri contrario.
Quindi dovremmo esprimere a parole quello la nuova idea sulla quale abbiamo agito.
Ed ecco che ripetendo più e più volte il processo, avremo allenato la nostra mente a pensare in una nuova maniera.

Perciò se incontrate un senzatetto che vi chiede la carità non lasciatevi avvolgere da pensieri contrastanti tipo “dovrei dare qualcosa” – “sì ma non troppo, non sei mica ricco” – “eh no, devo esser convinto di essere ricco, altrimenti non sarò ricco, quindi devo dare” – “ma se non funziona avrai perso dei soldi preziosi e sudati” …. niente di tutto ciò può essere utile: agire prima di pensare! In questo caso, dare e basta, subito, senza pensarci. E ripetere il processo più volte. Il denaro ce lo avete a quantità dalla stessa fonte da cui l’avete acquisito, e questo è l’unico pensiero che vi distingue dal senzatetto.

COME CAMBIARE SE’ STESSI E LA PROPRIA VITA
Perchè non siamo la persona brillante e di successo che vorremmo essere? Perchè ci manca la coerenza e la costanza.
Quindi come fare? Vi riporto testualmente quanto scritto nel libro perchè non potevano venire usate parole migliori di queste per descrivere il processo:

“Rivolgiti innanzitutto al pensiero più alto che nutri su di te. Immagina l’Io che saresti se vivessi questo pensiero tutti i giorni. Immagina che cosa penseresti, faresti e diresti, e in quale modo reagiresti a quello che gli altri fanno e dicono. Riconosci qualche differenza tra questa raffigurazione e quello che pensi, dici e fai adesso?”

“Ora, avendo constatato la differenza tra dove sei e dove vorresti essere, incomincia a cambiare, a cambiare in maniera consapevole, i tuoi pensieri, le parole e le azioni per adeguarti alla tua più grandiosa immagine.
Ciò richiederà un tremendo sforzo fisico e mentale. Comporterà un controllo costante, momento per momento, di ogni tuo pensiero, parola e azione. Coinvolgerà una serie ininterrotta di scelte consapevoli.”

“E così vuoi che la tua vita “prenda quota”? Incomincia subito a immaginarla nel modo in cui vorresti che fosse, e immedesimati in essa. Controlla ogni pensiero, parola e azione che non siano in armonia con essa. E allontanati da queste disarmonie.
Quando hai un pensiero che non si adegua alla tua immagine più grandiosa, passa a un altro pensiero, senza indugio.
Quando dici qualcosa che non è in linea con la tua idea più grandiosa, prendi nota di non dire di nuova qualcosa del genere.
Quando compi un’azione non in sintonia con le tue migliori intenzioni, decidi che quella sarà l’ultima volta in cui ti capiterà di farlo.”

OCCHIO ALLE NOSTRE PAURE E I NOSTRI PENSIERI
La paura attira. L’emozione è il potere che attira. Quanto tu temi fortemente, lo sperimenterai. Ed interferisce con la tua volontà nel processi di creazione.
Perciò sbarazzati di costruzioni mentali, pessimismo, dubbio, paura. Disciplina la tua mente perchè si attenga strettamente al pensiero creativo originale.
Il primo passo è pensare a quello a cui stai pensando; quando ti sorprendi a pensare pensieri negativi ricomincia a pensare. Devi farlo alla lettera.
Poi “Quando i tuoi pensieri saranno limpidi e incrollabili esprimili come verità. Pronunciali ad alta voce. Serviti della grande autorevolezza che suscita il potere creativo: Io sono.”
L’universo risponde alla parole “Io sono” come risponderebbe il genio della lampada.

AVVERSITA’
A volte ci sentiamo vittime di accadimenti (tipo perdere il lavoro) quando non ci rendiamo conto che in realtà sotto sotto non avevamo più scelto quel qualcosa che magari abbiamo perso (non aver più scelto quel lavoro, magari si era immaginato di fare altro).

ASPETTATIVA
Eliminare l’aspettativa: “Non c’è niente che spaventi nella vita, se non sei interessato ai risultati. Sì, scegli, ma non desiderare.”
Tanto non si può non arrivare a destinazione in questo viaggio.

CE L’HANNO INCULCATO…
La nostra propensione a fare scelte negative deriva anche dalla nostra cultura di base che ci è stata inculcata; se addirittura pensiamo di “essere nati nel peccato” e ci è stato detto più volte che siamo cattivi, allora il sentirsi colpevole è una reazione appresa.
Uno dei modi per liberarsi di questa convinzione è leggere e far propri questi nuovi concetti, sapendoli e citandoli all’occasione.