Ciao da Andrea! 🙂
Questi ultimi mesi per me sono stati particolari.. la pausa forzata di 3 mesi mi ha dato modo di interrompere la routine che andava avanti ormai da 4 anni; quando sono tornato in pista, dopo 3 mesi, non ho potuto fare a meno di notare molte cose che prima mi erano sfuggite.

Uscire dalla realtà per qualche mese ti permette di uscire dagli schemi, cose già strutturate che si seguono per abitudine, che vengono inconsapevolmente assunte per giuste e indiscutibili.
Lasciando perdere alcune osservazioni sul ballo di per sé (che vi esprimerò nella raccolta “consigli zompettanti” su FB), ho avuto modo di osservare come alcuni schemi nell’apprendimento e nell’esecuzione del ballo, stessero ponendo limiti e inutili difficoltà a tutti.
Bando alle ciance, eccovi le mie considerazioni.

BALLO, CHE BELLO
Vi sfido: cercate una persona che abbia ballato per anni, che abbia raggiunto buoni livelli, e che poi abbia mollato perchè si è stufato. Non la troverete!
E’ un ritornello sentito e risentito tra i ballerini: il ballo è come una droga, più ne hai, più ne vuoi; più ti ci metti, più ti appassiona. Questo non solo perchè come tutte le cose in cui si sviluppa maestria, diventa piacevole da eseguire, ma per molteplici motivi:

  • E’ stimolante, c’è sempre qualcosa da imparare, si può sempre progredire, non si è mai arrivati (maestri compresi!).
  • Nonostante ciò, è piacevole a qualsiasi livello, anche agli inizi.
  • E’ una delle cose più naturali nella nostra natura umana; pensate ai nostri antenati, non avevano nessuna tecnologia, non avevano ancora inventato nulla, quali attività svolgevano, a parte quelle fisiologiche? Danzavano, al ritmo dei tamburi, attorno al fuoco. Ce l’abbiamo nel sangue, non è un’attività di nicchia, il ballo risiede nel nostro DNA!
  • E’ un’attività fisica svolta senza fatica, anzi, divertendosi.
  • E’ anche un buon esercizio mentale.
  • La personalità si riflette sul portamento e la postura…. ma la cosa interessante è che la scienza ha dimostrato anche viceversa!
  • E’ un ambiente gioioso in cui si conosce un sacco di gente nuova e talvolta si creano anche dei nuovi amori (il contatto fisico abbatte la prima barriera nell’approccio).
  • Lo scambio di energie che avviene fra due ballerini fa bene all’anima e al cuore.
  • La musica fa bene già di per sé (musicoterapia), figuriamoci se unita a tutto questo scritto sopra.
  • I balli che vanno in voga in questo momento sono molto variegati; permettono di alternare momenti di allegria e dinamicità (salsa), con momenti di sensualità (bachata), con momenti di armonia e fusione (kizomba).
  • Il ballo è facilmente “inseribile” nelle vostre vite; basta dedicarvici qualche sera a settimana. Possibilmente poi si possono sostituire le noiose e inutili serate “a bere qualcosa”, con fantastiche serate a tutto “sBallo”, e possibilmente per i più giovani eliminare la discoteca tunzi tunzi dove sostanzialmente non si balla e non si conosce nessuno, con serate da ballo in giro per la città e per la regione. E ve lo dice uno che ha fatto il dj tunzi tunzi per 10 anni..

Poi di buoni motivi per ballare se ne possono trovare a centinaia, questi sono i primi che mi son venuti in mente.

USCIRE DAGLI SCHEMI
Come tutto in questo mondo, c’è sempre qualcosa che si può innovare e migliorare. Il ballo sociale secondo me ha ancora tante cose che potrebbero essere migliorate.
Step by step potremmo sempre di più avvicinarci ad una situazione ideale; quale?

SITUAZIONE IDEALE – SCOPO FINALE
Abbiamo detto che il ballo è un continuo progredire, vediamo qual è la situazione alla quale potremmo inizialmente ambire, anche se magari non abbiamo ancora affinato la nostra tecnica:

  • I ballerini ballano in armonia sulla musica, seguendo il suo ritmo e le sue variazioni.
  • I ballerini ballano senza pensare al ballo di per sé, ma in una sorta di pilota automatico, si muovono in un susseguirsi di figure, movimenti e adornamenti che vengono da sé.
  • L’uomo, la testa della coppia, sa cosa sta facendo, ma non ci pensa, perchè il suo inconscio ha già imparato tutto (come quando state guidando non pensate ai singoli movimenti che dovrete fare, alla marcia che dovete ingranare, alle regole stradali, ma anzi spesso la vostra mente è altrove e se siete come me è impegnata a farvi guidare, mentre parlate con il passeggero, ascoltate musica, cantate e vi mangiate uno spuntino, cercando il prossimo CD da inserire).
  • La donna, il corpo della coppia, si lascia guidare dai segnali dell’uomo e danza soave sulla musica; non pensa a quello che sta facendo, lo fa in automatico.
  • Entrambi i ballerini mentre ballano si guardano o si sentono; avviene uno scambio di energie, un continuo gioco-forza tra i due corpi che si attraggono e respingono, che ingannano le leggi fisiche sfruttando gli equilibri delicati dati dalla forza centrifuga e dall’inerzia dei corpi.
  • Ogni ballo, con ogni persona, è sempre diverso, anche per l’uomo. Di conseguenza l’uomo non segue un repertorio ma esegue dei movimenti in automatico e a seconda di quello che trasmette la ballerina e la musica, alcuni movimenti vengono più naturali e altri meno.

Ecco, questa secondo me è la situazione ideale, che si può ottenere nel ballo sociale.
Nei prossimi articoli vi svelerò le mie idee a riguardo, qual è l’innovazione che ci può permettere di avvicinarci sempre di più alla situazione ideale. Ovviamente, essendo un formatore vi parlerò di didattica; che secondo me va riveduta, anche se ormai, da parte nostra, si sta sempre di più avvicinando al massimo che possiamo ottenere.



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