Nell’articolo precedente abbiamo visto: Gli obiettivi della nuova didattica.
Ora vi svelo come potremo raggiungerli..

 

PRINCIPI DI BASE DELLA NUOVA DIDATTICA

 

NON FARMICI PENSARE!

  • Si allena la memoria del corpo, quei meccanismi automatici e inconsci che si creano con la ripetizione (un po’ come imparare a guidare), quindi innazitutto..
  • Ripetizione! Tanta tanta pratica; ma non pratica a caso, pratica mirata e vedremo come.
  • Prima di introdurre una skill nuova (una nuova figura per l’uomo o un nuovo movimento per la donna), la skill precedente dev’essere stata assorbita, consolidata; cioè, dev’essere passata dalla memoria conscia (“devo fare questo guida, questo passo, in questo tempo”) a quella inconscia (“eseguo questa cosa in automatico, non chiedermi cosa sto facendo perchè non lo so”).
  • Mentre si consolida la skill e il corpo fa suo un certo movimento, l’allenamento si può concentrare su:
    • Pulizia del superfluo (pratica su velocità molto alte)
    • Cura del movimento nel dettaglio e rispetto delle pause (pratica su velocità molto basse)
    • Improvvisazione (come si fa a improvvisare se si sta provando una figura? Facile, non verranno praticate figure ma coppie di “combinazioni”, vedi dopo)

 

ADDIO SEQUENZE

(argomento approfondito nell’articolo successivo: 5 buoni motivi per NON usare le Sequenze)

  • Abolite le sequenze! Ecco perchè:
    • Uomo: In pista, o comunque durante un ballo, sequenze più lunghe di 4 figure non vengono ricordate, se non in caso di studio massiccio il cui risultato dura comunque poco.
    • Donna: la donna cosa sta imparando mentre si studia una sequenza?
      • Allena la pazienza…
      • Suggerisce all’uomo cosa fare…
      • Impara a fare le cose a memoria piuttosto che seguire l’uomo…
      • Cioè non impara nulla di utile!
    • Uomo: guidare una sequenza in pista è molto più difficile rispetto a guidarla a lezione; ovviamente perchè la donna non l’ha mai fatta o non se l’aspetta. E talvolta si fanno pasticci.. Questo vuol dire che le vostre guide non sono corrette; e di solito non lo sono perchè le donne del corso sanno già cosa devono fare e lo fanno anche senza la minima guida. Ma questo non mondo reale non accade..
    • Donne: vi potete allenare a legare i vari movimenti anche senza farvi guidare delle cose a memoria, vi basta non sapere cosa l’uomo vi farà fare…
  • Introdotte le combinazioni! Ecco cosa sono:
    • Sono figure combinate assieme, da un minimo di 2 a un massimo di 4.
    • Sostituiscono le sequenze.
    • Vengono studiate a coppie; per esempio:
      1. Dile que no – Vuelta – Enchufla
      2. Dile que no – Vuelta – Peekaboo
    • Come ci si entra e come ci si esce è affare dell’uomo che avrà già imparato nelle lezioni precedenti ad automatizzare i passi base i passaggi principali di prese e posizioni.
    • Essendo studiate a coppie ed essendo inserite in un contesto di improvvisazione, favoriscono l’improvvisazione:
      • La donna non saprà quando esattamente la combinazione sta per partire
      • La donna non saprà come ci si uscirà
      • La donna non saprà quale delle due combinazioni – nella coppia studiata – verrà scelta dall’uomo
      • L’uomo dovrà far capire tutto questo con le sue guide

 

BASTA CORSA CONTRO IL TEMPO

  • Finora in scuole come la nostra si è cercato di insegnare più cose nel minor tempo possibile; intento nobile, ma qual è il risultato che si rischia di ottenere?
    • Fare male un po’ di tutto e sapere bene nulla..
    • Più spesso si traduce in: fare una certa figura o comunque un argomento e saperlo in teoria, con velocità basse, ragionandoci, avvisando il partner, ma non saperla guidare durante un ballo in pista.
      Così ci si fa di una cosa che si conosce in teoria ma che non si riesce ad applicare in pratica?
  • Allora meglio andare con più calma, quindi imparare meno cose ma saperle fare molto bene.
    • Saperle applicare durante un ballo improvvisato
    • A qualsiasi velocità
    • Saperle guidare bene (uomo) o eseguire bene (donna)
    • Farle senza pensarci! (memoria del corpo, movimenti inconsci, questo è l’obiettivo, ricordate?)
  • A questo fine uno dei più grandi cambiamenti pratici sarà questo:
    • NO: A ogni lezione un argomento nuovo
    • SI’: Un argomento nuovo ogni 2 (o più) lezioni; nelle lezioni intermedie si allena quello imparato la volta precedente, e lo si fa fino a farlo diventare automatico.
    • Non si studia un argomento nuovo se quello di prima non è diventato automatico, perchè imparare un argomento nuovo e doverci pensare è già abbastanza impegnativo.
  • Dal momento che non si lotta più contro il tempo si può dedicare del giusto tempo a esercizi utilissimi, che possono cambiare di molto l’abilità acquisita dagli apprendisti:
    • Esercizi di guida e ascolto guide (avanti-indietro, laterale, obilqua, rotazione), anche ad occhi chiusi.
    • Esercizi di ritmica (il vero problema non è ballare fuori tempo, ma il fatto che il tempo è l’unico riferimento fisso al quale si appigliano i due ballerini: se i ballerini non sono sincronizzati tra loro la guida e controguida è praticamente impossibile.
    • Esercizi di scioglimento (basta stocafissi in pista)
    • Esercizi con i pasitos (non tanto per imparare a farli in pista, ma quanto per esercitarsi a tenere asse ed equilibrio nel modo giusto, a muoversi leggeri, a isolare le parti del corpo)
    • Rodaggio con gli insegnanti (fondamentale.. l’insegnante correggerà all’allievo tutto quello che a occhio non si nota; l’unico modo utile è ballarci assieme).

 

REPERTORIO SELEZIONATO

  • Nei balli che insegniamo ci sono un’infinità di figure possibili; e come se non bastasse le figure possono essere anche inventate, le combinazioni possibili sono praticamente infinite.
    Studiarle tutte è inutile e impossibile; bisogna per forza fare una selezione. Con quali criteri?
  • Basta figure complicate che quando le provi in pista o in mezzo ad un ballo, il 90% delle volte si finisce per incasinarsi, sbagliare, andare fuori tempo, tirare gomitate.
    • L’insegnante seleziona per gli allievi le figure più belle e più semplici che si possono fare in pista, frutto della sua esperienza.
    • Ovviamente sono bandite le figure coreografiche e tutte quelle figure in cui la ballerina deve “sapere” cosa deve fare; lasciamole per i corsi spettacolo.

 

INSEGNAMENTO IN SERIE

  • La tentazione di insegnare “in parallelo” è forte.. perchè per l’insegnante ha tutto molto ordinato, fa le cose per gradi, è contento; insegnare “in serie” richiede molta organizzazione, bisogna affrontare argomenti e poi riprenderli più avanti. Ma ora spiego la differenza.
    • PARALLELO: Quando si studiano le figure, per ogni figura si studiano tutte le varie possibilità in ingresso e uscita, le varianti, le varie risoluzioni; quindi una volta finito l’argomento si passa al successivo.
    • SERIE: L’insegnante spiega una variante unica per ogni figura, trattenendosi dal far vedere e far studiare le varianti; una volta finito lo studio si passa ad un’altra figura; le varianti non studiate vengono riprese più avanti.
  • Visto così può sembrare più conveniente per tutti il parallelo, e infatti è il metodo che ha utilizzato il sottoscritto finora… MA NON E’ COSI’!
    • Si studiano 4 varianti possibili e poi non se ne ricorda bene neanche una
    • Si occupa spazio in memoria per fare cose abbastanza simili
    • NON SI SVILUPPANO GLI AUTOMATISMI:
      Ovvero.. Il corpo dovrebbe memorizzare e consolidare un automatismo corrispondente a una certa situazione nel ballo (tipo: arrivo con le braccia incrociate > faccio questa figura). E lo fa fintanto che l’associazione resta una sola. Se cominciano ad aumentare l’associazione si spezza e bisogna per forza pensare a cosa si vuole fare
  • Ma allora si rischia di diventare monotoni e si imparano poche cose?
    • NO! Il numero di cose che si possono imparare è sempre quello, non cambia, ed è abbastanza soggettivo.
    • Una volta consolidata la figura con la variante studiata, più avanti (mesi più avanti, quando ci sarà stato anche un consolidamento definitivo “da pista”), si possono studiare altre varianti.
  • Quindi i vantaggi sono:
    • Non si butta via niente. Tutto quello che si studia si mette in pratica. Si studia di meno, ma quel poco viene per forza applicato in pista.
    • Si rafforzano gli automatismi; come ve lo devo dire, non voglio che in pista voi vi mettiate a pensare.
    • Non ci si confonde e si ricordano le figure; ricordare 4 varianti di una figura è arduo, ricordarne una sola è molto più facile.
    • Il tempo risparmiato si può investire in qualcos’altro: pratica, correzioni, rodaggio su varie velocità, rafforzamento, ecc.

 

SALSA: CUBANA O PORTORICANA? essere o non essere..

  • Aldilà dei gusti personali del sottoscritto, solitamente l’apprendista salsero inizia studiando la salsa cubana; e il nuovo metodo porterà avanti questa tradizione, perchè:
    • E’ più semplice (più che altro: con poco sembra di far molto)
    • Anche le cose semplici sono divertenti (in linea bisogna impegnarsi un po’ di più)
    • Al momento è più ballata rispetto alla linea, forse perchè è appunto più semplice
    • Per l’orecchio inesperto la musica è più facile da capire rispetto a quella usata per la portoricana
  • Ma all’apprendista verrà comunque dato un riferimento di linea di ballo; poi andar fuori dalla linea non sarà un problema; fare il contrario sarebbe molto più difficile.
  • Inoltre all’apprendista verrà insegnato comunque il passo lungo, tipico di linea; farlo più piccolo non sarà un problema.. anche qui fare il contrario invece lo sarebbe.
  • POI vengono introdotti elementi e figure di linea. L’apprendista salsero ballerà così un mix; è un apprendista, non c’è bisogno ancora di fare distinzioni in pista; e le donne devo essere in grado di ballare entrambi gli stili.
  • POI si arriva ad un bivio, anzi un trivio:
    • Si prosegue studiando Salsa Cubana
    • Si prosegue studiando Salsa in Linea
    • Si prosegue studiando entrambe, tempo permettendo
  • Per questo motivo Meta Caraibica ha introdotto dei corsi di Salsa Cubana con un insegnante altamente specializzato. (Mentre la salsa in linea ovviamente la seguirà il sottoscritto)

 

RIPASSI PROGRAMMATI

  • In altri settori (studio, lavoro) è stata scoperta l’utilità dei ripassi programmati; perchè non usarli anche nel ballo? Li useremo per riprendere gli argomenti precedenti. Il principio è semplice, un argomento di studio viene studiato:
    • La lezione stessa
    • La lezione successiva
    • Due lezioni dopo (in modo più veloce)
    • Un mese dopo
    • 3 mesi dopo

 

OCCASIONI PER PRATICARE

  • I corsi hanno frequenza di 1 volta alla settimana; aumentarla non sarebbe saggio, anche perchè i balli che si ballano in giro solo almeno 3 (salsa, bachata, kizomba). Fare tutto, 2 volte alla settimana, vorrebbe dire non fare altro nella vita e ci auguriamo che non sia così!
  • Allora come fare pratica, oltre alle lezioni?
    • 1 volta al mese organizzeremo una festa “sBallo” (sabato)
    • 1 volta al mese organizzeremo un “Ritrovo danzante” (domenica)
    • 1 volta a settimana si va a ballare al Paradiso (ingresso libero)
  • E chi non fa pratica oltre ai corsi?
    • Una volta sarebbe rimasto indietro e dopo un po’ avrebbe dovuto abbandonare; col nuovo metodo:
    • Non resta indietro, ma semplicemente automatizza di meno
    • Gli allievi che seguono con difficoltà il resto della classe verranno invitati a ripetere il corso; sarà bandito l’orgoglio.. il nostra maestro dei maestri Luca Pilolli ha ripetuto il corso base 3 volte, quando era lui apprendista, non vedo perchè gli altri si debbano sentire migliori.

 

RIFERIMENTI VISIVI E MNEMONICI

  • Nella mente di chi spiega è tutto molto chiaro, ordinato e schematizzato. In generale chi parla ha già schematizzato quanto sta dicendo, mentre chi ascolta deve appena farlo e al volo; figuriamoci se chi parla è un maestro e chi ascolta è un apprendista.
  • Perciò ho ben pensato che qualche aiutino visuale, sia come riferimento che come promemoria, sicuramente poteva essere d’aiuto. Con il nuovo metodo si parte con il buon proposito di:
    • Fare un filmato a fine lezione; quello che viene filmato non dev’esser per forza riprovato a casa, basta anche solo guardarlo, un paio di volte, giusto per fare un refresh della ram.
    • Scrivere su una lavagna quanto si sta facendo e quanto è stato fatto. Si può fare una foto alla lavagna, oppure anche solo guardarla; un riferimento visuale, nero su bianco, aiutarti certamente la mente ad orientarsi meglio durante l’apprendimento. A scuola la usano.. e quella di ballo è pur sempre una scuola, no?

 

MEGLIO UNIRE PIUTTOSTO CHE SEPARARE

  • L’esperienza della lezione di ballo spesso è un’esperienza didattica, ma al contempo sociale: stringere nuovi rapporti o consolidare quelli esistenti (per le coppie).
  • Il binomio uomo-donna, anzi… siccome siamo molto aperti non specifichiamo il sesso e diciamo cavaliere-dama, è un binomio bilanciato, ognuno è fatto per essere compensato dall’altro. Perciò col nuovo metodo:
    • Ridurre al minimo indispensabile i momenti di separazione fra cavalieri e dame;
    • Anche gli esercizi saranno svolti in coppia.
    • Con l’abolizione delle sequenze ed i ritmi più pacati non ci sarà troppo bisogno di fare lezione separata.

 

That’s all folks! E mi pare che sia abbastanza.
Chi è arrivato fino a qui ed è stato mio allievo avrò notato che in parte alcune cose sono già state messe in pratica, perchè questo nuovo metodo è anche il frutto degli esperimenti ed evoluzioni che ho introdotto finora.
Per il resto non sarà di sicuro facile mettere in pratica tutto, mi servirà anche il vostro aiuto e credo che visti i risultati promettenti, almeno in teoria, non vi peserà prestarvi da cavie 😉
Ho già tirato giù parecchi appunti su come mettere in pratica tutto ciò e mi sto attrezzando; sto anche stendendo un programma per i nuovi corsi. Spaccheranno di brutto (ma non specifico cosa!).

Se riusciamo a spostare la didattica su queste nuove linee guida e raggiungere così gli obiettivi che ho scritto nell’articolo precedente Innovazione nel ballo sociale pt.2 allora avremo fatto un passo avanti verso una nuova filosofia, un nuovo modo di vivere il ballo sociale, in cui la nostra attenzione si sposta di più alla connessione con il partner, alla musica, all’arte in sé del ballo, che non agli aspetti tecnici, che vengono di volta in volta interiorizzati e resi automatici.
Ce la faremo? Certo che sì, magari a tentativi, ma credo fermamente che sia un obiettivo raggiungibile e che il ballo sociale necessiti di riacquistare leggerezza ed empatia.
Pace!

Andrea