(perdonate la provocazione di questa immagine di copertina..)

In vista di creare qualcosa di alternativo, che possa accogliere le esigenze delle persone che vanno alla ricerca, anche inconsciamente, di questo tipo di esperienze, faccio un riepilogo schematico dei pro e contro dei Salsa Festival che ho avuto modo di osservare ultimamente, da vicino e da lontano.

 

COSA C’E’ DI BUONO NEI SALSA FESTIVAL

  • Esperienza ludica, a mo’ di attrazione, uno sceglie che esperienze vivere, scegliendo gli stage da fare, come fossero attrazioni da scegliere in un parco giochi. Indipendentemente da come sarà poi l’esperienza in sé, attrae anche solo il fatto di poter scegliere e programmarsi. Anche perchè è una cosa che di solito si fa con gli amici.
  • Aggregazione: Si va in piccoli gruppetti, è un’esperienza da vivere in gruppo o in coppia, che crea coesione.
    Socializzazione: C’è scambio, si conoscono persone nuove, si stringono nuove amicizie, anche alle serate.
    Piccoli input che possono effettivamente portare delle migliorie nel proprio ballo. Alcuni particolari che vengono curati durante gli stage, che magari l’allievo non avevo curato con il proprio maestro (o magari è autodidatta), vengono appresi e fatti propri.
  • Lo scambio culturale, ballare con partner molto bravi o comunque di vari livelli e stili, durante stage ma soprattutto serate, può portare molto agli apprendisti. Sia la donna assorbe dall’uomo ovviamente, sia l’uomo assorbe dalla donna, meno scontato.
  • I pasitos o comunque l’esecuzione delle figure e delle cose che vengono fatte fare sono un discreto allenamento, discreto perchè così isolato e non con una soluzione di continuità non serve a molto..
  • Il full immersion di più giorni invece è comunque un buon allenamento generale; può portare dei miglioramenti concreti; certo che se non si perdesse tempo a imparare cose inutili sarebbe molto meglio.
  • Molte persone sono comunque ammaliate dai grandi artisti, effettivamente è uno spettacolo e un’ammirazione che a taluni piace coltivare. Peccato però che questo crei senso di irraggiungibilità e ambizioni impossibili, quindi frustrazione.
  • Le persone si sentono parte di un movimento, di un qualcosa, c’è un senso di appartenenza condiviso con delle persone che coltivano la stessa passione.

 

COSA C’E’ DA SCARTARE DAI SALSA FESTIVAL

  • Gli stage di coppia sono perlopiù inutili. Agli uomini resta poco e quel che resta, se allenato, è comunque troppo meccanico; è come voler imparare a fare i puzzle e trovare nelle scatole agglomerati già composti con una ventina di pezzi attaccati assieme. La donna a parte qualche input che può cogliere non impara nulla; vive solo un’esperienza. Investe suo tempo, energia, denaro, per un’esperienza anche abbastanza noiosa.
  • Gli stage di pasitos sono a mio avviso anch’essi inutili; di per sé i pasitos sono utili, come esercizio in più, integrativo a quello che si fa per imparare a ballare; sviluppa movimento, tenuta dell’asse, equilibrio e forza, coordinazione. Ma un’oretta è troppo poca; anche perchè viene impiegata perlopiù per spiegare il pasitos tranne gli ultimi 5 minuti in cui viene eseguito. Collezionare pasitos con i video non è una cosa utile perchè per quello basta vedere youtube, ce ne sono un’infinità a disposizione.
  • Gli stage di lady style:
    Se fatti sottoforma di pasitos e movimenti preconfezionati, si rientra nello stesso discorso dei pasitos: possono essere un buon allenamento, ma così isolato dal resto e senza continuità è come nulla.
    Se fatti in cui vengono spiegati concetti di base, potrebbe anche essere utile, MA ogni scuola ha la sua didattica con pro e contro; solitamente i partecipanti sono allievi di una scuola; se a uno stage viene insegnato un concetto molto diverso da quello insegnato nella scuola di cui si fa parte l’allievo può andare in confusione e screditare una o l’altra scuola. In realtà possono essere semplicemente approcci differenti ma entrambi funzionali (anche perchè la didattica serve più che altro a preparare l’allievo, poi l’affinamento finale lo si fa sul campo).
  • Mosse speciali – varianti: negli stage raramente, molto raramente vengono fatte fare cose normali, cose che possono far parte della didattica tradizionale, per una questione ovvia: devono avere qualcosa di particolare apportato dall’insegnante di quella particolare scuola.
    Ma tutto ciò non ha senso.. l’apprendista ha bisogno di cose normali, deve imparare gradualmente, ha bisogno delle cose più normali e abituali e semplici che possono essere fatte in pista, è questo quello che deve imparare, e volendo anche qui non c’è mai una fine all’apprendimento, a meno di non arrivare al livello di un maestro. Le cose particolari possono essere spunti nuovi per i maestri stessi, ma allora si fa un festival, anzi un ritrovo, per maestri stessi, anche se… per i vari spunti basterebbe guardare dei banali video su youtube, tanto a un maestro non serve la spiegazione, basta guardare e replicare.
  • Memoria: per gli uomini le figure imparate vengono dimenticate, anche se si tenta di fare un video; le sequenza ancor di più; i pasitos figuriamoci. Tutto ciò che viene fatto non viene assimilato, questo perchè è stato allenato poco e perchè è un conglomerato di cose già legate assieme che viene ripetuto in modo meccanico, mentre ogni singolo movimento spiegato dovrebbe essere allenato gradualmente, poco per volta.
  • Ballo sportivo: Ci sono contaminazioni dal ballo sportivo in ogni cosa; ovvero vengono chiamati grandi artisti e insegnanti di grosso stampo che insegnano o anche solo esibiscono cose impossibili, che non appartengono al mondo del ballo sociale, di noi miseri umani comuni mortali; sono cose per professionisti, per chi si allena ogni giorno su quello ed è preparato atleticamente e tecnicamente. Perchè tutto questo? Che senso ha? Sono due cose a sé stanti. Perchè creare questa frustrazione? Certo, per creare falsi obiettivi nel persone, che poi si appassionano e nel tentativo di diventare come qualcun’altro investono ancora di più il tempo e denaro ..in corsi di ballo. Business..