“If you aim nothing, you hit nothing”
E’ una frase dal film targato Marvel “Shang Chi”. Mi è rimasta molto impressa e mi ha dato lo spunto per scrivere queste riflessioni.

REALIZZARSI
Si tratta di questo. Uno stato determinato da una successione infinita di piccoli e grandi traguardi, che si tratti di migliorare in qualcosa, di raggiungere certe capacità, essere bravi in qualcosa, coltivare un arte, eccellere in quell’arte; raggiungere quel particolare stato in cui ti senti appunto realizzato o perlomeno in fase di realizzazione.
E non parlo solo di cose trascendentale, può banalmente trattarsi di essere dei bravi giocatori di ruba-mazzetto. Come si sente un giocatore esperto di ruba-mazzetto rispetto ad una persona che non si è mai realizzata in nulla. Si sente bene, si sente realizzata, appunto.

MIRARE, AVERE UN BERSAGLIO
Quella frase del film, che dà il titolo a questo post, ci dà un consiglio molto pratico, più di quanto si possa pensare. Non si tratta del trito e ritrito concetto del “poniti un obiettivo”, che tra l’altro è un concetto pericoloso che rischia di portarci nel dominio del mentale e sviarci in percorsi che non ci appartengono. Si tratta di mirare un bersaglio, quindi innanzitutto di avere un bersaglio, perché se ce l’hai allora il tuo corpo farà di tutto per colpirlo, trovare i modi migliori, correggerà i micromovimenti muscolari per coordinare il tiro.. ti renderà un arciere.
E qui sta la differenza, il tuo obiettivo non sarà “diventare un arciere” ma sarà colpire quel dannato bersaglio, o colpire il drago che sta per distruggere il villaggio.

PER REALIZZARTI IN QUALCOSA: 2 FATTORI
I due fattori sono:
1. Devi amare quello che fai (e riguardo a questo c’è un bellissimo discorso di Steve Jobs che vi invito a vedere e rivedere), altrimenti alla fine lo mollerai.
2. Devi avere un bersaglio concreto e presente nell’immediato.

ESEMPI CONCRETI RIGUARDO AL BERSAGLIO
Comincio da ciò che appartiene di più al mio mondo:

  • CANTARE BENE: Canta in pubblico, fai l’artista di strada, esponiti. Ti stupirai di quanto il corpo si ingegni in quei momenti pur di non farti fare figure di m 😉 Se lo fai per un paio d’ore alla fine sarai molto più intonato e il giorno dopo ti stupirai di quanto naturale ti venga farlo. Perché il corpo avrà impiegato il 100% delle sue capacità per farti cantare bene. Fai la stessa cosa per mesi a casa tua, per conto tuo, e non raggiungi le stesse capacità. Te lo assicuro..
  • SUONARE BENE: Trova delle canzoni da fare, in pubblico ovviamente. Coinvolgi anche altre persone magari, altri musicisti. Non darti per forza dei termini di tempo, o perlomeno non andarteli tu a cercare, però sai che quelle canzoni dovrai suonarle, dall’ìnizio alla fine, in un modo o nell’altro; ovviamente parlo di brani che sono al di sopra delle tue capacità. Vedrai che acquisirai la tecnica necessaria per farlo, proprio tramite l’individuazione di questo bersaglio. Ovviamente.. non esagerare, conosci i tuoi limiti e sai di non poter mirare troppo lontano, il bersaglio dev’essere alla tua portata; non l’hai mai messo così lontano, ma non è nemmeno lontano chilometri, insomma. E ovviamente il solito consiglio: resta nel dominio del cuore, se questo obiettivo alla fin fine non ti appartiene ed è solo un’imposizione data dalla tua mente razionale, lascia stare, dedicati ad altro.
  • REALIZZARSI NELLO STUDIO: Per com’è strutturata la scuola questa cosa avviene già di per sé; gli esami da superare di costringono a fare una cosa che non avresti mai fatto in vita tua: studiarti libri interi. Non lo faresti mai se non dovessi superare l’esame di analisi 2. In bocca al lupo!
  • AVVIARE UN’AZIENDA: I soliti miti di Steve Jobs e Bill Gates tornano sempre utili in questo caso; che siano dei personaggi costruiti o autentici prendiamo la loro storia come esempio, anche se dovesse essere solo una favola. Prendiamo Bill Gates: zio Billy ha venduto il suo PC con il sistema operativo DOS ancora prima di averlo. Ditemi se questo non è un bersaglio. Ovviamente poi ha fatto di tutto per averlo, farlo funzionare e mantenere gli accordi presi. Se non l’avesse fatto forse oggi non staremo qui a comunicare tramite un sito web. Ah.. non indebitatevi alla leggera, io non me ne ritengo responsabile 😉 Ricordatevi.. sempre bersagli alla portata, non esagerate.
  • DANZARE BENE: Anche in questo contesto l’esperienza ha già portato l’approccio migliore. I danzatori non superano i loro limiti affinando la tecnica perché eseguono una routine di esercizi in modo costante. Li superano perché devono fare il saggio, lo spettacolo, e lo fanno tramite la routine di esercizi.. ma la mira verso il bersaglio è fondamentale.

ROUTINE vs BERSAGLIO
In realtà c’è un connubio fra questi, non si può pensare di colpire un bersaglio senza mettertici lì giorno dopo giorno, provando e riprovando, affinandoti costantemente, fino a colpirlo, il bersaglio non ti dà scorciatoie. Ma la routine da solo non fa lo stesso effetto. Provate ad allenarvi mezzora al giorno nella palestra di arrampicata, facendo tutti gli esercizi possibili. Non raggiungere lo stesso risultato se lo fato in vista di un’arrampicata su roccia prevista per qualche tempo dopo.

LA MIA ESPERIENZA
L’ho notato da subito nel canto. Potevo passare ore a casa a cantare ed esercitarmi, ma quando lo facevo in pubblico ottenevo veramente il beneficio, perché solo lì il mio corpo si ingegnava per farmi emettere i suoni con l’intonazione giusta; è una questione di reputazione.. quando c’è in gioco quella impieghi veramente il 100% di te stesso, è un meccanismo innato, quello di affermazione sociale.
L’ho notato poi sulla tecnica della chitarra. Potevo farmi i miei esercizi giornalieri, provare e riprovare ma bene o male restavo sempre lì. Sono rimasto sempre lì per gli ultimi due anni, poi sono nati dei progetti per cui abbiamo cominciato a portare dei pezzi strumentali in pubblico. Fra gli ultimi con cui dobbiamo esordire c’è il Rondò alla turca di Mozart; ha una parte veramente molto veloce ed articolata; non è totalmente fuori portata, ma inizialmente non avevo la capacità necessaria per eseguirla ad una certa velocità e senza steccare. Ebbene, con l’obiettivo di portarla in pubblico e di prepararla per poterla suonare con gli altri due membri del gruppo, giorno dopo giorno, questa tecnica è stata affinata e ora il pezzo lo eseguo; ma la piacevole conseguenza è che in generale ho acquisito un miglioramento tecnico, addirittura ho cambiato leggermente la tecnica della mano destra, aprendomi nuove possibilità in più. Il corpo ha visto che la tecnica precedente non bastava, perciò dovendo per forza raggiungere quel traguardo, l’ha cambiata gradualmente. Notevole..

CONCLUSIONE
E’ bello realizzarsi, è uno spinterogeno della vita, ci tiene vivi, sani e sereni. Perciò tenete bene a mente due fattori principali:
1. Fai solo ciò che ami fare, non ciò che ti sei imposto.
2. Mira un bersaglio, concreto, immediato, concentrati su quello, il processo viene da sé, fatti guidare dall’intuito.